Le sette linee del tram, pronto studio di fattibilità Gara d’appalto a fine anno, poi tre anni di lavori

Procede nei tempi stabiliti la tabella di marcia relativa alla progettazione della Fase II del sistema tram di Palermo. Infatti è stato completato il primo step, quello relativo ai sopralluoghi per l’esecuzione di rilievi georadar, indagini geognostiche e geofisiche e prove in situ, ed è stato redatto lo studio di fattibilità tecnico-economica di tutte e sette le nuove linee previste nel piano dell’amministrazione comunale.

Palazzo delle Aquile punta molto sull’espansione dell’attuale rete tramviaria, e ha previsto la realizzazione di sette itinerari suddivisi in due priorità: le linee A-B-C-E1 (Balsamo-Croce Rossa, Stazione Notarbartolo-Duca della Verdura, Calatafimi-Stazione Centrale, Croce Rossa-Francia), finanziate in parte con 198 milioni di euro del Patto per il Sud e in parte con risorse liberate da altri capitoli e tramite co-finanziamento privato; le restanti D-E2-F-G (Orleans-Bonagia, Francia-Mondello, Stazione Centrale-Duca della Verdura, Strasburgo-Sferracavallo), per realizzare le quali il Comune sta partecipando a un bando nazionale del Ministero dei Trasporti rivolto a Città metropolitane e Comuni, relativo a sistemi di trasporto rapido di massa. La realizzazione delle prime quattro linee consentirà tra l’altro di collegare tra di loro le tratte esistenti e i due depositi, di modificarne alcuni punti (vedi il terminal Notarbartolo) e di servire anche il centro città (comunque un piccolo passo avanti, visti l’incertezza ed i tempi biblici per un’opera fondamentale come la metropolitana automatica leggera). Lo spezzettamento della linea E comporterà inoltre che il primo troncone si attesti in fondo a viale Francia, a ridosso della fermata del passante ferroviario, in un’ottica di scambio intermodale.

Anche la progettazione è stata suddivisa in due tranche, con lo studio di fattibilità tecnico-economica eseguito per tutte e sette le linee, mentre in questa prima fase la progettazione definitiva riguarderà solo le quattro linee a priorità alta (cioè quelle finanziate). In realtà il Comune pensava di poter affidare anche la progettazione definitiva ed esecutiva delle linee E2 e G, previste originariamente nel piano nazionale Riqualificazione Urbana Infrastrutture e Sicurezza, ma la rimodulazione delle modalità di erogazione dei fondi voluta dal governo nazionale ha rimescolato le carte.

Ad occuparsi dei vari livelli di progettazione è il raggruppamento Rgm di Palermo-Rpa di Perugia-Technital di Verona (coordinato dallo studio ingegneristico Cassata), che lo scorso maggio ha vinto il concorso internazionale d’idee, ottenendo l’incarico che comprende anche la direzione dei lavori. A metà agosto sono partiti i sopralluoghi nelle strade facenti parte dei nuovi percorsi tramviari previsti, che si sono conclusi dopo circa tre mesi. A fine dicembre invece è stato ultimato lo studio di fattibilità tecnico-economica che è stato consegnato al Comune. E al momento i professionisti del raggruppamento di aziende stanno lavorando alla stesura del progetto definitivo (relativo – lo ricordiamo – alle tratte A-B-C-E1), che dovrà essere ultimato entro 150 giorni, come prevede la normativa, cioè entro fine maggio.

«Finora abbiamo fatto tutto – spiega l’ingegnere Ruggero Cassata, capo dello studio omonimo – con una puntualità non facile da trovare nei lavori pubblici. Galopperemo anche in questa fase, ce la metteremo tutta per anticipare i tempi, ma il lavoro è parecchio». Infatti, nel passaggio dallo studio di fattibilità al progetto definitivo si valutano eventuali modifiche di tracciato legate ai sottoservizi («ma dai sondaggi che abbiamo effettuato – sottolinea Cassata – non sono emerse criticità tali da dover cambiare i percorsi pervisti») e aumenta il livello di dettaglio topografico, dovendo passare dal disegno di piantine 1:2000 a 1:500, che devono comprendere anche calcoli strutturali, impiantistici, etc., comprese le opere accessorie come i sette parcheggi sotterranei multipiano per costruire i quali Palazzo delle Aquile attingerà a una cinquantina di milioni di euro di un fondo regionale ad hoc.

Quando anche questo step sarà portato a termine, l’incartamento passerà all’amministrazione comunale, che provvederà ad inoltrarlo al Consiglio superiore dei lavori pubblici per il parere obbligatorio stabilito per le opere trasportistiche di importo superiore a 50 milioni di euro. Valutazione che l’organismo – come stabilisce il DLgs 56/2017 – dovrà fornire entro 90 giorni, passati i quali il parere si intende reso in senso favorevole. Quindi, se venissero rispettati i tempi, a fine ottobre-inizio novembre il progetto dovrebbe essere pronto, e il Comune potrebbe predisporre il bando per i lavori, più o meno in linea con le previsioni della giunta Orlando, che stimava di indire la gara d’appalto entro la fine del 2019. Opere che una volta assegnate richiederanno tre anni di cantieri.


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