Le primarie del PD siciliano: va superato il correntismo meschino

di Giovanni Ferro
responsabile Comunicazione di Un’Altra storia
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il prossimo 16 febbraio si svolgeranno le primarie del PD per eleggere il nuovo segretario regionale del partito. Mentre scriviamo, si vanno delineando le possibili candidature che fanno riferimento alle varie aree presenti all’interno dello stesso partito.

Per quanto mi riguarda, e per quanto ci riguarda, come Un’Altra Storia, il problema non sta nel tifare per questo o per quel candidato, bensì interrogarci e chiederci come, anche questa occasione, possa contribuire a costruire una prospettiva di un centrosinistra in Sicilia che non si esaurisca nel PD e di cui comunque questo è parte significativa.

Viviamo in un contesto di gravissima crisi economica che interessa sempre di più le famiglie siciliane, con i nostri giovani che non riescono a vedere una ancorché minima prospettiva di futuro e per i quali l’unico futuro possibile è costituito dall’obbligo di emigrare per tentare di farcela. Una crisi che coinvolge tutti, sia chi ha un lavoro oggi, anche se sempre più precario, sia chi, a maggior ragione, questo lavoro non ce l’ha.

In questo contesto c’è bisogno di più politica, di buona politica in grado di proporre soluzioni, risposte, una prospettiva per un futuro non più precario e oscuro. Una politica che ponga al centro il bene comune come orizzonte del proprio agire.

Troppo spesso il dibattito che attraversa le forze politiche del centrosinistra è autoreferenziale, capace solo di guardare il proprio ombelico e incapace, quindi, di parlare alla società, alla gente, di trasmettere un’emozione, una speranza, una idea positiva.

I cittadini chiedono alla politica risposte adeguate e non c’è più tempo per divagare, consapevoli come siamo che il “grillismo” non può costituire una risposta, ma rischia di essere l’unica risposta alla incapacità di questa politica.

Per queste ragioni è possibile rimanere indifferenti a questo o ad altri appuntamenti che riguardano le forze del centrosinistra nella nostra regione? Come, con il nostro agire, possiamo aiutare il centrosinistra ad uscire da una crisi che sembra lontanissima dall’essere risolta?

Certo l’idea del PD, dalla sua fondazione, nasceva dalla necessità di fare sintesi tra la cultura politica cattolico-popolare e quella laica socialista, in una nuova soggettività politica in grado di andare oltre queste due pur fondamentali tradizioni politico-culturali, per aprirsi a quanto di vitale riusciva a manifestarsi nella società.

Invece, vecchie e nuove incrostazioni hanno fatto sì che, in questo partito, affiorassero limiti enormi che hanno impedito a ciascuno di noi di coltivare con entusiasmo il sogno di affrontare le sfide del mondo moderno con una organizzazione e una forma partito all’altezza di queste stesse sfide.

Prima ancora che tifare, dunque, per questo o quel candidato alla segreteria, sono interessato e possiamo, credo, essere interessati a capire se, nel centrosinistra, si è in grado di costruire una soggettività politica includente, capace di raccogliere quanto di più vitale esiste nella società siciliana, contrastando ogni forma di correntismo meschino che rappresenta l’oggettivo impedimento a questo percorso, una gabbia da cui liberarsi al più presto. Una volta liberi da queste gabbie, ciascuno di noi, nelle forme che riterrà opportune, potrà tornare ad essere protagonista di questo sogno che, comunque, testardamente non abbiamo ancora abbandonato.

Questo lo dobbiamo ai tanti cittadini che hanno creduto in un centrosinistra rinnovato e autenticamente plurale, moderno, capace di costruire una società più equa e solidale. Non c’è molto tempo, non abbiamo molto tempo.

 

 

 

 


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