Le bugie di Matteo Renzi sull’articolo 18

da Salvatore Albanese
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Matteo Renzi non vuole più essere scocciato da messaggi via Facebook. Ha cancellato questa possibilità dalla pagina del suo Diario, ma, per gli allocchi, ha lasciato solo “Mi piace” e “Condividi”.

Io, però, glielo voglio dire lo stesso di non continuare a rompere i timpani degli Italiani con le sue bugie o incompetenze. Infatti, l’istituto del reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa (Art. 18) non è previsto dalla Costituzione, ma dalla legge del 1970, detta Statuto dei lavoratori, che lui, il suo mentore, Berlusconi, e l’altro statista bocconiano, Mario Monti, hanno devastato e quasi cancellato.

Matteo Renzi vuole completare l’opera di demolizione, sostenendo a spada tratta l’abolizione definitiva del detto Art. 18. Sostiene che l’Art. 18 dà luogo lavoratori di serie A e B, in quanto la tutela in esso prevista non è estesa anche ai lavoratori di Aziende con meno di sedici dipendenti.

Allora, non riuscendo a concepire l’estensione della tutela anche a chi non ce l’ha, il rottamatore del Menga pensa di eliminare del tutto l’Art. 18, così consente ai carissimi datori di lavoro, tipo l’amato Marchionne, di licenziare ad libitum e di schiacciare sotto la pressa della dittatura quei quattro lavoratori ancora rimasti.

Ho l’impressione che sbaglia verso!


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