L’arte? Si insegna in laboratorio

Insegnare l’arte, le sue espressioni; le professionalità dei docenti, le scuole d’arte. Se ne è discusso durante la conferenza su “L’arte e il suo mestiere. Formazione e specializzazione nelle professioni dello spettacolo” organizzata dal regista Alfredo Lo Piero. Alla conferenza hanno partecipato Silvana Grasso, assessore alla Cultura del comune di Catania, Ignazio Donato, direttore della scuola di arte drammatica “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile e docente di Pedagogia della facoltà di Lettere, Mauro Guarino, docente di Estetica nella stessa Facoltà, Mario Bonanno, docente di sceneggiatura e tecnica di scrittura e Piero Leri, direttore di dizione e doppiaggio.

I percorsi formativi che i giovani talenti devono seguire per riuscire ad emergere nel campo del teatro, della danza, della musica e più in generale delle tante professioni dello spettacolo, l’importanza di poter dare loro – nella città nella quale risiedono – la possibilità di studiare con docenti altamente qualificati, cos’è l’arte in tutte le sue forme, se e come sia possibile insegnarla ai giovani sono i temi sui quali hanno dibattuto durante la conferenza stampa i relatori. Plauso da parte di Silvana Grasso che ha lodato con enfasi l’iniziativa di Lo Piero – direttore artistico del Centro studi Laboratorio d’arte –, promotore di un’ iniziativa in favore dei giovani che aspirano a studiare seriamente queste materie.

«Bisogna intendere il teatro anche come palestra di vita – ha detto Ignazio Donato – L’importante è fare esperienza formativa con passione e rigore, dal punto di vista tecnico e artistico. La formazione dell’attore è un percorso difficile, complicato anche dal mercato, incluso qui in Italia, e in più la televisione contribuisce a creare false illusioni. E’ giusto che i giovani facciano esperienza formativa, ma senza illudersi di dover diventare le nuove star del momento. Studiare per diventare attore è un’esperienza che potrebbe essere utile non solo nella vita professionale che si vuole intraprendere, ma che ripagherà nella vita anche in altri campi, se non si dovesse imboccare la strada desiderata. Io ricordo spesso ai miei studenti che studiare per diventare attore non sempre dà la possibilità di arrivare, di sfondare nel mondo del teatro, ma può offrire sbocchi lavorativi anche in professioni affini».

«Io ho creato le sinergie – ha proseguito Alfredo Lo Piero – per dar vita un nuovo centro di formazione, perché di questo i giovani talenti siciliani hanno bisogno. Creare percorsi di formazione con docenti qualificati che sappiano trasferire il loro bagaglio culturale. Ci sono stati tanti artisti, dal punto di vista teatrale, musicale, della danza che si sono formati altrove, considerando Catania città nella quale non ci fossero concrete possibilità per studiare. Questo per forza di cose comporta enormi sacrifici, fra i quali anche quelli economici, con i quali devono fare i conti tutti i giovani che vogliono iniziare. Io e mia sorella Alessandra abbiamo studiato fuori entrambi e sappiamo cosa significa la lontananza per anni da casa. Almeno in questo noi desideriamo – ha concluso Lo Piero – che altri giovani non debbano passare quello che abbiamo passato noi. Ora, che siamo riusciti ad aprire un centro, desideriamo che tanti giovani si formino qui nella nostra città».


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