L’APERITIVO/ Terremoto a Niscemi. Sarà il segno del destino?

NON TUTTI I MOVIMENTI TELLURICI PORTANO SOLO DANNI. PER IL MUOS, PER ESEMPIO, POTREBBE FARE CIO’ CHE LA REGIONE SICILIANA NON HA FATTO…

Il Fatto nisseno – quotidiano on line – informa che stamattina, alle nove e sedici, sui monti Iblei, “nella Sicilia sudorientale dove si incrociano i confini delle province di Caltanissetta, Ragusa e Catania” l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.7. L’epicentro sarebbe stato localizzato a Niscemi, dalle parti del Muos. Un segno del destino?

Vuoi vedere che a difendere la Sicilia interverrà la natura? Provate a immaginare la scena: un bel terremoto – localizzato nell’area del Muos – che butta a terra antenne e parabole dei militari americani!

A questo punto, quello che non ha saputo fare il Governo regionale di Rosario Crocetta lo farebbe il terremoto: la natura che si riprende ciò che la stupidità umana ha usurpato. La natura, sotto forma del sisma – con la terra che trema – che ridà ai siciliani ciò che gli americani si sono inopinatamente presi: una Riserva naturale che l’Azienda foreste demaniali avrebbe dovuto difendere e che, invece, non ha difeso.

A questo punto, se una scossa di terremoto dovesse gettare a terra antenne e parabole del Muos, beh, dovrebbe funzionare come a scacchi.

Al gioco degli scacchi, quando uno dei due giocatori – inopinatamente (e qui c’è il legame quasi mistico con la Riserva naturale “Sughereta” inopinatamente occupata dalle antenne e dalle parabole del Muos) – fa cadere il Re si usa dire: “Brutto segno” (malusignu in siciliano). Insomma, partita persa in anticipo.

Riuscirà il terremoto dove la Regione siciliana non è riuscita?


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