Lampedusa, turisti accolti dai rifiuti in strada  Lavoratori in sciopero e albergatori preoccupati

Sciopero ad oltranza degli operatori ecologici a Lampedusa. E la perla del Mediterraneo si riempe di cumuli di immondizia, proprio nel clou della stagione estiva. Al quarto giorno di protesta da parte dei lavoratori, i disagi e i cattivi odori si diffondono lungo le strade dell’isola delle Pelagie. «Negli ultimi sette anni – segnala in una nota il Movimento 5 stelle – gli operatori ecologici di Lampedusa e Linosa hanno percepito lo stipendio con ritardi che vanno dai tre ai sei mesi, umiliazioni, offese, ricatti e minacce. I lavoratori adesso hanno deciso di alzare la testa in maniera definitiva e avviato una serie di azioni che possano portare al pagamento degli stipendi arretrati». 

Lampedusa come il resto della Sicilia, insomma. Se nella grande isola le vicende sulla gestione, la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia sono complicate, nella piccola isola lo sono ancora di più. Ogni estate la questione rifiuti diventa emergenza. È il sunto della lunga e circostanziata denuncia che fa Giacomo Sferlazzo, delegato sindacale dell’Usb a Lampedusa. I Comuni per legge sono obbligati ad aderire agli Ato, gli Ambiti Territoriali Ottimali di competenza provinciale. Lampedusa sarebbe di pertinenza dell’Ato Ag2 di Agrigento. Dal 2010, però, il ciclo dei rifiuti viene affidato direttamente dal Comune a una società privata, l’Iseda, che a sua volta ha due società associate, la Sap e la Seap. 

«Da allora ad oggi il servizio è andato in deroga sempre alle stesse imprese – dice Sferlazzo -. Oltre a non garantire lo stipendio e altri diritti ai propri lavoratori, le aziende non hanno fatto neanche il servizio di raccolta differenziata. L’affidamento diretto per motivi di urgenza che ha scavalcato le norme anticorruzione è costato a questa amministrazione comunale, insieme ad altri 74 comuni siciliani, il segnalamento all’Autorità nazionale anticorruzione». Le proteste dei lavoratori e dell’Usb vanno avanti dallo scorso inverno, quando si erano formati cumuli di immondizia, ma solo per pochi giorni. Altre proteste si erano poi succedute a maggio, dopo l’infruttuoso incontro tra la sindaca Giusi Nicolini e il responsabile dell’Usb siciliana Aldo Mucci. È in questo clima di tensione che si arriva in piena estate. 

Lo scorso 30 giugno l’amministrazione comunale rinnova la proroga al raggruppamento di imprese costituto da Iseda, Sap e Seap. Mentre il 9 luglio i lavoratori della nettezza urbana, stanchi di promesse non mantenute e di quello che Sferlazzo definisce «un continuo rimpallo di responsabilità tra Comune, ditte e Regione siciliana», decidono di acuire le ragioni dello scontro. Avviando uno sciopero che al terzo giorno non gode neppure della copertura sindacale. 

Intanto i cumuli di immondizia fanno da maleodorante biglietto da visita per i tantissimi turisti che affollano Lampedusa. E il disagio si estende agli albergatori, che si attendono tantissimo dalla stagione principale per l’economia dell’isola. «Bisognerebbe essere più attenti verso chi viene da ogni parte d’Italia e del mondo – dicono dall’hotel Lampedusa -. Si dà l’immagine di un territorio non curato, che poi è la realtà». «Vero è che i rifiuti sono comunque concentrati in paese e a ridosso delle spiagge, nel resto dell’isola non ci sono», tentano di rassicurare dall’Hotel di Borgo Cala Creta. Ma per chi opera in determinate zone il disagio è maggiore, come per l’hotel Belvedere, a ridosso del porto vecchio. «Qui si sentono cattivi odori – dicono dalla reception -. Associato al forte caldo l’effetto è ancora più fastidioso e meno male che oggi c’è un forte vento. Qualcuno ha dato fuoco ai cumuli, anche sotto il santuario. Le strade sono piccole e si riempiono subito. Poi in questi giorni manca anche l’acqua del Comune». 

Infine un rammarico che è anche un’amara constatazione. «Le previsioni per la stagione erano buone, il riscontro c’è stato ma non c’è un adeguato biglietto da visita. Le spiagge rimangono bellissime ma con la presenza dei turisti i rifiuti raddoppierebbero immediatamente». Non è stato possibile avere una replica dalla sindaca Giusi Nicolini, contattata più volte da MeridioNews.


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