L’ambulante non aveva tentato di rapire la bimba Gip archivia il caso. Intanto l’uomo è stato espulso

Ram Lubhay, il 43enne senza fissa dimora indiano, il 16 agosto scorso non voleva rapire la bambina di cinque anni che aveva preso in braccio sul lungomare di Scoglitti. Ieri pomeriggio il Gip del Tribunale di Ragusa ha emesso una sentenza di non luogo a procedere. Il caso è archiviato. Anche la Procura aveva avanzato la stessa richiesta. In particolare si è occupata della vicenda il pubblico ministero Giulia Bisello che, già ad agosto, aveva deciso di non convalidare il fermo effettuato dai carabinieri. Decisione seguita da una valanga di critiche e polemiche politiche che avevano spinto il ministro della Giustizia Andrea Orlando ad avviare verifiche sul suo operato.

L’ambulante accusato, intanto, è stato espulso dall’Italia, perché privo del permesso di soggiorno che, secondo la Questura di Ragusa, gli era scaduto da tempo. Inoltre l’uomo non avrebbe rispettato un decreto di espulsione del 2015. «Resta solo il rammarico – commenta il suo avvocato Biagio Giudice – di non potere informare il signor Lubhaya, che si è sempre dichiarato innocente, sarà difficile per lui sapere che non si è proceduto nei suoi confronti». 

Lubhay era stato accusato dai genitori di una bambina di cinque anni di averla presa in braccio e di essersi allontanato sul lungomare di Scoglitti, con lo scopo di rapirla. In realtà, nelle ore successive, anche sulla base della ritrattazione di alcuni testimoni, è stato dimostrato che i fatti sono andati in altro modo: l’ambulante, non lucido per aver bevuto un cartone di vino, ha preso in braccio la bambina che era salita in strada dalla spiaggia. Senza però allontanarsi, piuttosto si sarebbe mosso solo di pochi metri e, soprattutto, sarebbe rimasto fermo nel momento in cui è stato richiamato dai genitori della piccola.


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