Lago Soprano, riserva dal 2000 «ma solo sulla carta» Report Wwf: «Incendi dolosi, scavi e pascoli abusivi»

Nel paese di Serradifalco, a pochi chilometri da Caltanissetta, sorge il lago Soprano dichiarato riserva naturale protetta dalla Regione Sicilia. Le sue acque, poco profonde, e i rigogliosi canneti sono habitat ideale di numerose specie ittiche, uccelli e testuggini palustri. Per il suo particolare ecosistema, la società botanica italiana l’ha inserito tra i biotipi di rilevante interesse fitologico e meritevole di considerazione. Tuttavia, la negligenza e lo scempio dell’uomo sembrano averne danneggiato fauna e flora. L’allarme arriva dal Wwf Sicilia centrale che ha perlustrato la zona per quattro settimane.


Il bilancio presentato dagli ambientalisti è preoccupante. «Durante i sopralluoghi – riferisce Ennio Bonfanti, presidente del Wwf Sicilia centrale – abbiamo accertato la presenza di atti dolosi incendiari, pascoli abusivi, manomissioni ecologiche e gravi violazioni». La scelta di monitorizzare l’area è stata presa dai volontari dell’associazione a fine agosto, dopo un incendio che aveva distrutto gran parte del canneto. «Un mese in cui abbiamo fatto i conti – constata con amarezza Bonfanti – con una riserva naturale protetta dal 2000 ma solo nella carta. Attualmente è terra di nessuno».

Impossibile stabilire il numero di animali che hanno perso la vita nei roghi degli ultimi mesi. «Durante l’ispezione dello scorso settembre – continua il referente Wwf – abbiamo messo in salvo e curato un esemplare di tarabusino (specie protetta di piccolo airone migratore, ndr) che presentava una frattura all’ala per fuggire, forse, alle fiamme di un incendio». I canneti lambiti dal fuoco, secondo le dichiarazioni di Bonfanti, avrebbero riportato alla luce, anche, resti di rifiuti, nascosti dalla fitta vegetazione.

Una lunga lista di ecoreati che sembra non finire. Dalla mancanza di steccati contro i pastori che conducono al pascolo, malgrado il divieto, i propri capi di bestiami fino al recupero di resti ovini lasciati sul terreno, frutto di operazioni illegali di macellazione. Il Wwf ha poi documentato e notificato agli enti competenti lavori abusivi di scavo, spianamenti e dissodamenti morfologici del terreno, abbattimenti ed estirpazioni di alberi, e squilibri idrogeologici. Numerose le segnalazioni negli anni all’ente gestore responsabile della riserva, cioè l’ex provincia di Caltanissetta, a cui il presidente del Wwf lancia un nuovo appello. «Chiediamo maggiore sorveglianza, monitoraggi periodici e operazioni di bonifica delle zone protette».

«Da parte nostra – replica Giulia Cortina, responsabile della riserva – effettuiamo controlli mensili, sebbene disponiamo di poco personale e inesistenti risorse finanziarie. Da anni siamo presenti con diversi progetti: cassette per gli uccelli, analisi delle acque e cartellonistica. Ho appena presentato alla Regione un piano per la pulizia dalle erbacce e costruzione di una staccionata per impedire agli allevatori di far pascolare il gregge all’interno della riserva». La responsabile si dichiara aperta ad ogni confronto, supportata da atti e documenti alla mano che, giura, certificano il suo operato. «Su richiesta dello stesso Wwf – conclude –  abbiamo immediatamente denunciato attività di scavo non autorizzati alle autorità».


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