La pasta che ‘rrocculi arriminati

La pasta che ‘rrocculi arriminati è un piatto povero ma gustoso che la storia siciliana ci tramanda da generazioni e che ancora oggi fa parlare di sé. L’ingrediente principe è il cavolfiore (chiamato appunto da noi siciliani ‘rrocculu), che invade nel periodo invernale prima i campi, poi le strade, e infine le nostre dispense per regalarci sapori stagionali unici.  La pasta si chiama arriminata appunto perché il cuoco si appresta ad arriminare (mescolare, ndr) il cavolfiore insieme agli altri ingredienti per dare vita a un piatto da una personalità forte e spiccata. Quando si parla di tradizione è difficile definire una ricetta, perché questi piatti poveri prendevano vita da ciò che il luogo offriva ed è per questo che, come tante altre ricette, la pasta che ‘rrocculi arriminati cambia veste in base a dove ci si trova. 

Le variazioni sono quindi tante e, a dirla tutta, ricordano quelle della pasta con le sarde. Nella zona del Palermitano, infatti, questo sugo è impreziosito da pinoli, zafferano, uva passa e qualche acciughina nel soffritto; nel Catanese lo zafferano è sostituito da una sporcata di pomodoro, l’uva passa dalle olive nere e cosi via. L’unico ingrediente che mette la Sicilia d’accordo su questo piatto è sicuramente il tocco finale della muddica atturrata (la mollica abbrustolita, ndr), il parmigiano dei poveri, che non poteva e non può mai mancare. Oggi vi parlerò della mia versione, nata da una spedizione in frigo più che da una ricetta. Cerco di vivere la cucina in modo spontaneo, seguendo la stagionalità e la località, perché credo sia il modo migliore di rispondere a questa società dei consumi e del tutto e subito. Il mio consiglio quindi è di non partire dalla ricetta quando cucinate a casa, ma dalla materia prima, la bontà nasce da quella, non dagli ingredienti fuori stagione che comprate al supermercato. 

Quindi bando alle ciance, comprato questo buon cavolfiore siciliano, facciamo così. 

Ingredienti per 4 persone:
320-350 g di pasta corta
1 cavolfiore bianco medio
7-8 olive nere
cipolletta
1 carota media
una manciata di Pinoli
200-250 g di passata di pomodoro
pangrattato fatto in casa
peperoncino
sale, pepe, olio evo
 

Procedimento:
Iniziamo porzionando il cavolfiore in cimette, conserviamo le foglie e sbollentiamo tutto per 5-6 minuti al massimo in acqua bollente e salata. Prepariamo il soffritto con olio q.b, peperoncino, cipolletta e carote tagliando tutto della stessa dimensione, così la cottura sarà omogenea. (Salate sempre il soffritto, il sale essendo igroscopico farà perdere l’acqua alle verdure e vi aiuterà a non bruciarle). 

Partito il soffritto da 2-3 minuti, aggiungiamo le olive denocciolate e tagliate, i pinoli e lasciamo insaporire un minuto. Poi aggiungiamo le nostre cimette di cavolfiore, sporchiamo con la salsa di pomodoro. Se ne abbiamo bisogno, aggiungiamo un po’ di acqua di cottura del cavolfiore e lasciamo continuare la cottura per 15-20 minuti circa fino a quando il nostro cavolfiore inizierà a disfarsi. Nel frattempo in un pentolino tostiamo il pangrattato a secco fino a che non assuma un bel colore dorato, poi spegniamo, aggiungiamo l’olio d’oliva al pangrattato e siamo pronti per servire la nostra pasta. 

Scoliamo la pasta al dente e lasciamola insaporire nel sugo giusto qualche minuto. Serviamola in un piatto fondo aggiungendo sopra a muddica e un filo d’olio. Ho voluto dare il mio tocco alla ricetta dando importanza a un elemento che spesso buttiamo, ovvero le foglie del cavolfiore, che ho leggermente sbollentato circa 1-2 minuti, poi condite con del peperoncino fermentato e un po’ della sua salamoia. 

Lo scarto in cucina è oro, ed è ora di impararlo.


Dalla stessa categoria

I più letti

Il noleggio a lungo termine conviene. Lo sanno le aziende e i liberi professionisti e, ormai, si tratta di una scelta sempre più condivisa anche dai privati. A volte, però, a frenarci può essere il dubbio di non trovare l’auto giusta per noi. Quella con le caratteristiche necessarie a renderci la vita più facile e […]

Un aiuto concreto ai lavoratori per affrontare il carovita. Ma anche un modo per rendere più leggero il contributo fiscale delle aziende. Sono le novità introdotte dalla conversione in legge del cosiddetto decreto lavoro, tra cui figura una nuova soglia dell’esenzione fiscale dei fringe benefit per il 2023, portata fino a un massimo di 3mila euro. […]

Bottiglie in plastica del latte che diventano dei colorati maialini-salvadanaio. Ricostruzioni di templi greci che danno nuova vita al cartone pressato di un rivestimento protettivo. Ma anche soluzioni originali di design, come una lampada composta da dischi di pvc, un grande orologio da parete in stile anni ’70 in polistirolo e due sedie perfettamente funzionanti […]

«Era come avere la zip del giubbotto chiusa sopra e aperta sotto: ecco, noi abbiamo voluto chiudere la zip di questo giubbotto». Indispensabile se si parla di Etna, dove fa sempre fresco. È nato così CraterExpress, la nuova proposta che permette di raggiungere la vetta del vulcano a partire dal centro di Catania, con quattro […]

Dodici mesi, 52 settimane e 365 giorni (attenzione, il 2024 è bisestile e quindi avremo un giorno in più di cui lamentarci). Un tempo legato da un unico filo: l’inadeguatezza. Culturale, innanzitutto, ma anche materiale, davanti ai temi complessi, vecchi e nuovi. Difficoltà resa evidente dagli argomenti che hanno dominato il 2023 siciliano; su tutti, […]

Il seme del cambiamento. Timido, fragile e parecchio sporco di terra, ma è quello che pare stia attecchendo in questi ultimi mesi, dopo i più recenti episodi di violenza sulle donne. In principio, quest’estate, fu lo stupro di gruppo a Palermo. In questi giorni, il femminicidio di Giulia Cecchettin in Veneto. Due storie diverse – […]

Mai come in campagna elettorale si parla di turismo. Tornando da Palermo con gli occhi pieni dei metri di coda – moltiplicata per varie file di serpentina – per visitare la cappella Palatina e qualunque mostra appena un piano sotto, lo stato di musei e beni archeologici di Catania non può che suscitare una domanda: […]

Riforme che potrebbero essere epocali, in termini di ricaduta sulla gestione dei territori e nella vita dei cittadini, ma che sembrano frenate dalla passività della politica. Sembra serena ma pratica- e soprattutto, attendista – la posizione di Ignazio Abbate, parlamentare della Democrazia Cristiana Nuova chiamato a presiedere la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana. Quella […]

Dai rifiuti alla mobilità interna della Sicilia, che avrà una spinta grazie al ponte sullo Stretto. Ne è convinto Giuseppe Carta, deputato regionale in quota autonomisti, presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità all’Assemblea regionale siciliana. Tavolo di lavoro che ha in mano anche due leggi su temi particolarmente delicati: urbanistica e appalti. Con in […]

Dall’agricoltura alle soluzioni per il caro energia; dalle rinnovabili di difficile gestione pubblica allo sviluppo delle imprese bandiera del governo di Renato Schifani. Sono tanti, vari e non semplici i temi affidati alla commissione Attività produttive presieduta da Gaspare Vitrano. Deputato passato dal Pd a Forza Italia, tornato in questa legislatura dopo un lungo processo […]