La novità di questo Carnevale, ma davvero ogni scherzo vale?

E’ un periodo storico un po’ strano questo. Che piaccia o no l’informazione, le idee, le persone, le merci, si muovono molto più velocemente che in passato. Un fenomeno chiamato globalizzazione che ormai coinvolge, nel bene e nel male, tutto il Pianeta.

Tante le occasioni che questo continuo e sempre più rapido scambio apporta. Occasioni però che possono divenire appiattimento o crescita, motivo per rispettare maggiormente ogni diversità, o per far crescere l’intolleranza. Per far emancipare i paesi in via di sviluppo o per sfruttarne la povertà per renderli ancor più schiavi. Come sempre, basterebbe rispettare quei pochi valori universalmente condivisibili perché di quest’inarrestabile globalizzazione venissero esaltati solo gli aspetti migliori. Purtroppo però quel valore che li include tutti, il rispetto per ogni persona e le sue credenze, pare ancora sconosciuto ai più.

 

Pochi italiani possono dire di aver fatto compagnia ad un fratello musulmano per un sol giorno durante il suo digiuno per il ramadan, e non sono forse di più quelli che hanno partecipato alla festa nazionale delle Mauritius, che pur si è svolta anche nella provincia di Catania.

Mentre in nome di un laicismo vuoto e dissacrante si è preferito togliere dalle vetrine il presepe, limitare le rappresentazioni teatrali delle scolaresche per non offendere le famiglie musulmane. Con le ovvie reazioni dei musulmani che non si sentivano affatto offesi, per loro Gesù è comunque un Profeta, e che anzi temevano che queste decisioni poco illuminate avrebbero potuto solo far insorgere nuovi problemi di astio e intolleranza nei loro confronti. Ma Natale ormai è solo il Babbo, che però da oltre 70 anni ha cambiato d’abito per stare in pendant con la Coca Cola.

 

Sembra che in questo secolo qualcuno si stia impegnando per eliminare il Sacro dalla vita di ogni uomo, o ancor più grave, dissacrare quel che rimane. E come al peggio però non c’è mai fine, Gesù, lo stesso che per musulmani ed ebrei è un profeta, per i cattolici Dio, per le scuole new age un Maestro, per atei e agnostici un uomo troppo buono per essere vero, per un’idea cinese approvata da qualche imprenditore italiano va a sostituire Arlecchino nella sua funzione di costume carnevalesco, diventa così un nuovo soggetto sul quale lanciare coriandoli e stelle filanti, una nuova maschera da sfoggiare al carnevale d’Acireale in mezzo al rumore dei martelletti e alle bombolette di schiuma.

Se Dan Brown o qualcun altro non crede che Gesù sia mai stato flagellato e messo in croce, basterà aspettare carnevale per vederlo ancora una volta punito per la sua unica colpa, troppo buono.

Ma pare che in questo secolo anche il Sacro valore della Libertà debba essere pervertito divenendo così scusa per offendere il prossimo nella sua sensibilità e credenze.


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