La mobilitazione continua

Chi supponeva o sperava che il coordinamento dei ricercatori della facoltà di lingue, nato appositamente per contrastare la Riforma Moratti, avesse terminato la sua offensiva, si sbagliava di grosso.

 

 

Infatti, dopo la settimana di mobilitazione che li ha visti protagonisti nelle tre assemblee organizzate in tutto l’ateneo e nella facoltà che vede come preside il prof. Pioletti, i ricercatori chiedono al Senato accademico di Catania che faccia sue le loro richieste, come hanno fatto già tanti altri senati nel resto d’Italia. Ma non solo, chiedono ancora al Senato accademico che chieda incontri con delegazioni parlamentari ed enti locali e con tutti i soggetti del territorio che possano farsi portavoce di queste istanze a livello nazionale.

 

Dunque si aprono scenari di tensione con chi crede che questa Riforma, alla fine, tanto male non sia. I ricercatori della facoltà di lingue sembrano decisi a non fermarsi e ad arrivare fino a Roma stessa, se fosse il caso. Ma, col discernimento di chi ha lunga esperienza alle spalle, chiedono l’appoggio degli studenti, vera e propria forza dell’Università, anzi, l’Università stessa. Sono loro che devono decidere in larga misura, alla fine, delle loro sorti, e quindi se appoggiare i docenti o la Riforma.

 

Fatto sta che studenti nella settimana di mobilitazione ormai trascorsa se ne sono visti pochini. A dire il vero, se si escludono i rappresentanti in seno al consiglio di facoltà, poche unità. Cattiva informazione? Forse un po’ di eccessivo menefreghismo? Non siamo noi a poterlo dire, ma questa mobilitazione sta assumendo sempre più i toni di una sfida personale tra docenti e Governo.

Per ovviare a questa ultima e triste ipotesi, i ricercatori hanno ratificato sul sito della facoltà di lingue, che avrà ben presto un supporto cartaceo, delle richieste di appoggio a tutti gli studenti.

 

Chi volesse sottoscriversi, può farlo all’indirizzo www.flingue.unict.it/coordinamento

Quindi, come dire, lo spettacolo continua, ma senza pubblico si va tutti a casa.


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