La Casa di Toti, l’albergo etico gestito da «ragazzi speciali» Dopo cinque anni, la comunità per disabili si apre ai turisti

Sono passati cinque anni da quando Maria Sigona, per tutti Muni, mamma di Toti,
affetto da autismo, ha assistito alla posa del primo mattone
dell’albergo etico
, che dall’1 giugno sarà gestito da ragazzi con difficoltà psichiche lievi, assistiti da operatori specializzati. La Casa di Toti, che si trova nel territorio di Modica, apre al turismo e si integra con il territorio grazie alla vittoria di alcuni bandi. «Abbiamo ottenuto ciò che desideravamo: una struttura aperta a tutti e che offra servizi sul territorio» afferma Muni Sigona, presidente della omonima onlus a MeridioNews.

È un tempo che si misura in stage, mattoni e determinazione, quello trascorso dal 20 novembre 2016, giorno in cui iniziò la costruzione della Casa di Toti, oggi costituita da otto stanze, gestite da sette ragazzi con lieve disabilità psichica. «La struttura – spiega Sigona – è stata iniziata e ultimata col cuore dall’ingegnere Giuseppe Trovato ed è già attiva dal 19 maggio. Da quel giorno tre ragazzi vivono li, insieme ad operatori specializzati che li assistono ventiquattro ore su ventiquattro (un osa, uno psicologo e un laureando in Scienze motorie), che fanno i turni per gestirli e coadiuvarli nel lavoro. Attualmente vi sono tre ragazzi speciali, ma siamo in cerca anche di ragazze ma purtroppo le famiglie sono più restie ad affidarle a soggetti esterni».

Questa è una sorta di fase preliminare: «Si stanno abituando al cohousing, cioè a convivere e a staccarsi gradualmente dalle famiglie di origine, assumendo la consapevolezza di andare a lavorare. Naturalmente non può trattarsi di un distacco traumatico, per cui rientreranno a casa ogni weekend, quando la struttura ospiterà altri giovani, che potranno partecipare ai nostri stage». Il progetto inziale, infatti, è rimasto fedele a se stesso, contemplando l’albergo etico come una casa aperta anche ad altri giovani affetti da autismo o infermità lieve e capace di interagire con il territorio circostante. 

«Grazie alla vittoria del bando Fondazione con il Sud – spiega la presidente – abbiamo ottenuto un cofinanziamento di centomila euro in due anni, che ci consentirà di finire gli ultimi lavori, pagare i nostri operatori e retribuire il tirocinio formativo dei ragazzi. Toti mi ha già anticipato che con il primo stipendio comprerà uno scooter». Obiettivo che testimonia l’acquisita percezione di se stesso come lavoratore. «Questi ragazzi avevano solo bisogno di fiducia, grazie alla quale hanno sviluppato abilità straordinarie». 

Da giugno, infatti, effettueranno il check-in degli ospiti, cureranno la pulizia del giardino e delle camere e prepareranno la colazione, ricca di specialità nostrane, come la ricotta ragusana. In programma, inoltre, ci sono già sette laboratori occupazionali (cucina, hotellary, fotografia, arte e grafica, panificazione, musicoterapia e movimento e orto sociale) finanziati dalla presidenza del Consiglio dei ministri, che saranno tenuti da tutor specializzati, da giugno a dicembre, a ragazzi del territorio ragusano tra i dodici e i trent’anni, tra cui cinquanta ragazzi speciali ed i loro fratelli e sorelle, per una maggiore integrazione. «Tutto questo è stato possibile grazie all’affiancamento costante dello studio psicopedagogico Parentage di Catania e in particolare della psicologa Valentina Genitori, che continua ad assistere i ragazzi». Le prime prenotazioni sono già arrivate. «I nostri futuri clienti – conclude Sigona – mi hanno risposto che verranno proprio perché l’albergo è gestito da ragazzi speciali. Sanno che non troveranno la perfezione ordinaria, ma una perfezione a modo loro, quella sì».


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