La ‘bordata di Sileoni: “L’Abi vuole destrutturale il Contratto nazionale e bloccare gli aumenti contrattuali legati all’inflazione”

LA TRATTATIVA TRA SINDACATI E BANCHIERI SI E’ ARENATA. SIA PERCHE’ NON C’E’ ACCORDO, SIA PERCHE’ L’ASSOCIAZIONE BANCARIA IL 10 LUGLIO DEVE RINNOVARE LE PROPRIE CARICHE LA FABI, INTANTO ANNUNCIA UNA SERIE DI MANIFESTAZIONI IN TUTTA L’ITALIA

Restano ancora “incolmabili” le distanze tra Abi e sindacati del credito in tema di rinnovo del Contratto nazionale di categoria.

La parti hanno dunque convenuto che il prossimo incontro avverrà a fine mese, dopo l’assemblea di Abi del 10 luglio, a seguito della quale l’associazione provvederà a rinnovare le sue cariche, inclusa quella del capo delegazione sindacale (Francesco Micheli è ormai in scadenza).

Ieri l’incontro fissato a Palazzo Altieri, a Milano, si è concluso con un nuovo nulla di fatto. L’Abi ha ribadito l’indisponibilità a concedere aumenti economici e la volontà di provvedere quanto prima a una revisione normativa del contratto stesso, che tenga conto della nuova organizzazione del lavoro e che includa una riflessione sull’area contrattuale.

I sindacati, dal canto loro, hanno chiesto ai banchieri un cambio di approccio e il rispetto degli accordi nazionali sottoscritti, sottolineando inoltre la centralità della piattaforma contrattuale approvata dai lavoratori nella discussione sul rinnovo del Contratto nazionale di categoria.

Un richiamo è stato poi fatto all’argomento degli ultimi aumenti contrattuali, i 170 euro che, a partire dal primo luglio, dovranno essere conteggiati sia ai fini del Tfr, sia della previdenza aziendale.

I sindacati hanno chiesto all’Abi di rispettare i patti legittimamente sottoscritti. I banchieri si sono però riservati un approfondimento rinviando ad una decisione definitiva che, comunque, non potrà avvenire prima dell’assemblea Abi del 10 luglio.

Sulla trattativa in corso tra Abi e organizzazioni sindacali dei lavoratori bancari interviene Lando Maria Sileoni, leader nazionale indiscusso della Fabi:. “L’Abi vuole destrutturare il Contratto nazionale e interrompere gli aumenti contrattuali legati all’inflazione che hanno caratterizzato i rinnovi fino a oggi. Abbiamo proposto alla controparte un incontro prima della fine di luglio per evitare a settembre pesantissime giornate di sciopero”.

“La chiusura a riccio dei banchieri aggiunge Sileoni – è dovuta anche al fatto che il 30 giugno scadono tutti i componenti della commissione sindacale Abi che verranno poi eletti all’assemblea del 10 luglio e dunque la situazione odierna va addebitata esclusivamente all’Abi, che in un momento così difficile ritiene opportuno questo atteggiamento dilatorio. Chiediamo pertanto al Premier Renzi di prendere atto che un eventuale scontro è esclusivamente da attribuire all’irresponsabilità della controparte”.

“In attesa del prossimo incontro con Abi – conclude il segretario generale della Fabi – organizzeremo, cominciando l’8 luglio a Roma, una serie di iniziative a sostegno della vertenza, presentando alla stampa, ai partiti, alle organizzazioni imprenditoriali le nostre proposte per un nuovo modello di banca al servizio del Paese, delle imprese e delle famiglie, per la ripresa economica”.

 


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