In piazza contro la Finanziaria 2005

Salari sempre più bassi e inflazione, precarizzazione del lavoro e blocco dei contratti, tagli a servizi sociali ed enti pubblici nascosti sotto l’esca dello slogan ad effetto “meno tasse per tutti” (meglio conosciuta come “meno tasse per Totti”), una riduzione delle tasse che non sarebbe proporzionata al reddito e colpirebbe le tasche dei più poveri.

Ed ancora, attacchi ai diritti dei lavoratori, lavoro sempre più nero o che proprio non si trova, attacco al diritto allo studio schiacciato da un’università ormai caratterizzata dalla corsa ai crediti e da una delle più basse e vergognose percentuali, in Europa, di studenti che si laureano in tempo.

Contro le scelte del governo nazionale e le conseguenze che implicherebbero, martedì scorso, a Piazza Roma alle 9 è partito lo sciopero generale organizzato da studenti (universitari e non) e lavoratori, tutti uniti dal disappunto e dal dissenso nei confronti della riforma fiscale e della situazione sempre più grave in cui verte il Meridione.

I manifestanti erano numerosi e compatti, nonostante i sindacati Cgil, Cisl e Uil avessero preferito – per motivi apparsi ai manifestanti non troppo chiari – organizzare una riunione “privata” alle Ciminiere. Alla fine, comunque, un gruppo “dissidente” (Fillea-Cgil) ha deciso di boicottarla per unirsi alla manifestazione studentesca e dei movimenti (da Rifondazione al Pmli, dai Socialisti Rivoluzionari a Universinistra, solo per citarne alcuni), a Piazza Università.

I commenti proprio si sprecavano, ma per tutti il punto era: “No alla Finanziaria 2005”. Tra gli slogan più ricorrenti, “due riforme, quella finanziaria e quella della Moratti, che tolgono ai poveri per dare ai ricchi e che privilegiano il privato colpendo il pubblico, distruggendo sempre più il diritto allo studio”; oppure: “Il corteo forse non cambierà niente anche stavolta, però intanto è un buon modo per farci sentire e per mostrare il nostro dissenso” o ancora “La riforma non funziona. E non mi esprimo su Berlusconi, che è meglio…” e “Grazie Berlusconi! Con 3.50 euro di riduzione di tasse posso comprarmi un pacchetto di sigarette in più all’anno. E così morirò prima!!!”.

Fra i professori, abbastanza numerosi in Piazza Università (ma non a Piazza Roma), anche il professore  Felice Rappazzo (Lingue): “Tutto ciò che sta succedendo non fa altro che accelerare il processo di privatizzazione delle strutture – commenta il docente -. Per quanto riguarda la manifestazione, mi sembra un po’ debole e gli slogan sono poco incisivi e comunque “vecchi”. Ma va bene anche così, un corteo è pur sempre un valido mezzo per esprimere i disagi collettivi”.

“Non vogliamo l’abbassamento dell’Irpef, che comunque sarebbe quasi irrilevante. Preferiamo che si rinnovino i contratti e ci permettano di continuare a lavorare”, aggiunge il professore Grima dell’Istituto tecnico commerciale “De Nicola” di San Giovanni La Punta.

Tutti si domandano quale sarà il proprio futuro.
E mentre Berlusconi proprio martedì si trovava in Spagna, migliaia e migliaia di lavoratori, studenti, disoccupati in tutt’Italia manifestavano proprio contro i progetti del suo governo.
 


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