Immigrati richiedenti asilo/ Iacolino: “Dal Ministro Alfano solo passerelle”

L’EURODEPUTATO DI FORZA ITALIA INTERVIENE SU UN QUESTIONE CHE NEL NOSTRO PAESE E’ FONTE DI DEMAGOGIA E DI BUSINESS

“Su temi delicati come l’immigrazione e l’asilo politico, più che le parole servono i fatti: il Governo nazionale invece continua a sciorinare solo spot elettorali”.

È quanto afferma l’eurodeputato di Forza Italia, Salvatore Iacolino, che aggiunge: “Non è più tempo di promesse e passerelle: i siciliani – e in particolar modo le comunità del Siracusano e l’isola di Lampedusa, pesantemente esposte ai flussi migratori – hanno bisogno di un reale aiuto e di un supporto costante nel contrasto alla migrazione irregolare”.

“Ciò che finora hanno fatto il Governo nazionale e il Nuovo centrodestra democratico – sottolinea l’esponente di Forza Italia – è aver firmato a giugno del 2013, con il ministro dell’Interno in carica, il regolamento di Dublino, che obbliga gli Stati di primo approdo a farsi carico dei migranti. La maggior parte dei quali ha come destinazione il Nord Europa”.

“Forza Italia – conclude Iacolino – vuole una reale condivisione delle responsabilità fra gli Stati membri dell’Unione europea ed una solidarietà effettiva. Continueremo a dare battaglia in Parlamento europeo per rafforzare la presenza di Frontex ed Eurosur a tutela delle coste siciliane, dove in queste ultime settimane sono ripresi gli sbarchi di migranti. Le visite e le promesse, magari sull’onda di stragi come quella di Lampedusa dello scorso ottobre, le lasciamo ad altri”.

Iacolino tocca un tasto delicato che la dice lunga  sul quello che, di concreto, hanno fatto i Governi del nostro Paese per affrontare i problemi dell’emigrazione e, in particolare, dei cosiddetti richiedenti asilo.

C’è infatti il dubbio che il regolamento di Dublino, firmato lo scorso anno dal Ministro degli Interni, Angelino Alfano, non agevoli – ma anzi complichi – la vita di coloro i quali giungono nel nostro Paese, magari per sfuggire alla morte. Uomini e donne che, pur chiedendo di andare nei Paesi del Nord Europa, vengono, di fatto, tenuti ‘prigionieri’ in Italia per 12 e, spesso, anche per 18 mesi.

Il Ministro Alfano non sa nulla di tutto questo? Ce lo chiediamo e lo chiediamo perché un conto sono i discorsi – magari in campagna elettorale – e altra e ben diversa cosa è la realtà: realtà che riguarda essere umani, condannati a lunghe attese demenziali, con aggravi di costi per il nostro Paese che, in parte, vengono rimborsati.

Certo, i richiedenti asilo possono uscire dai centri nei quali vivono. Ma perché lasciarli lì un anno e mezzo? A chi fa comodo tutto ciò? E non c’è da impazzire a stare un anno e mezzo senza fare nulla? Non c’è il rischio di esaurimento nervoso, con  rischi per le popolazioni locali?

 

In alcuni centri di accoglienza non può essere esclusa una sorta di ‘business’ attorno ai disgraziati che arrivano dalle aree povere del mondo. Con il dubbio che i migranti diventino un mezzo per fare arricchire chissà chi. Non è che la stessa cosa succede anche per i richiedenti asilo?

 

 


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