Il tesoro nascosto di Santa Maria del Piliere Riaperta la chiesa delle acque miracolose

Forse non tutti sanno che a pochi passi da via Roma, all’altezza di via Bara all’Olivella, con vicini di casa illustri come i palazzi Branciforte e Lampedusa e villa Whitaker, si trova una piccola chiesa poco conosciuta dai palermitani, nonostante la sua storia e le opere in essa custodite. Si tratta della chiesa di Santa Maria del Piliere, detta anche degli Angelini, dal nome della piazza in cui è ubicata. Le vicende legate alla nascita dell’edificio affondano le loro radici nel sedicesimo secolo e, come accade spesso in questi casi, fatti realmente accaduti e leggende popolari si intrecciano dando vita a storie singolari.

Si narra che nel sito in cui sorge la chiesa, nel 1539 fu scoperto un pozzo dalle acque miracolose in cui venne trovata una statua raffigurante la Madonna con Bambino. Altre fonti invece raccontano che la statua fu ritrovata da alcuni muratori mentre stavano lavorando alla realizzazione di un pozzo. Dopo la sua scoperta, la statua fu collocata su un pilastro di pietra – in dialetto siciliano detto pileri – proveniente dallo stesso luogo del ritrovamento: da qui l’espressione Madonna del Piliere. Risale al 1542 la fondazione dell’attuale edificio, per volere della nobildonna palermitana Giulia de Panicolis che, data la grande devozione dei cittadini nei confronti della Madonna, decise di fare edificare e di dedicare una chiesa in suo onore. Dopo la morte di donna Giulia, l’uso della chiesa fu concesso a diverse maestranze, come quelle dei Calzettieri, degli Argentieri e Orefici, e nella metà del Seicento quella dei Pizzicagnoli. Questi ultimi commissionarono non pochi lavori per abbellire l’edificio, come il rifacimento della facciata e il portale d’ingresso. L’ambiente interno è caratterizzato da decorazioni in stucco bianco e dorato che fanno da sfondo alle statue di Profeti e Patriarchi di scuola serpottiana e agli affreschi delle volte raffiguranti le storie di Sansone forse realizzate dal pittore palermitano Vito D’Anna. È attribuita al pittore o alla sua cerchia anche la pala d’altare con Natività.

I bombardamenti del 1943 hanno causato il crollo della parte centrale dell’edificio e la conseguente chiusura al pubblico; in un secondo momento sono stati effettuati restauri di tipo strutturale e conservativo. Oggi la chiesa è di nuovo fruibile grazie all’interessamento dell’associazione Amici dei Musei Siciliani, che gestisce il sito e promuove al suo interno attività culturali volte alla sua valorizzazione e riqualificazione, come visite guidate, mostre e concerti. Molti di questi eventi si svolgono all’interno della cripta settecentesca, di cui ancora oggi si conserva il pavimento in maiolica. La chiesa è aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle 18:00, con un contributo di 2,50 euro. È previsto un ticket ridotto di 1,50 euro per i gruppi e per chi proviene da altri siti gestiti dall’associazione o da Palazzo Branciforte.


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