Il Governo Berlusconi-Letta-Bilderberg alla prova dell’Iva

di Economicus

Sulla strada del Governo Berlusconi-Letta-Bilderberg non c’è solo la restituzione dell’Imu sulla prima casa, ma anche il blocco dell’aumento dell’Iva, previsto per luglio. Che farà il nuovo Governo?

Bloccare questo aumento è il minimo che ci si attende dal un Governo del quale Berlusconi è il più importante azionista di riferimento insieme al gruppo di Bilderberg. Al blocco dell’aumento dell’Iva guardano con grande attenzione le associazioni di impresa e le associazioni dei consumatori.

I conti sono già stati fatti. L’incremento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%, così come previsto dalla legge costerà, in media, a una famiglia composta da 4 persone circa 103 euro in più in un anno. Soldi che verrebbero tolti dal bilancio familiare. Ovviamente, dal Governo Berlusconi ci si attende che questo aumento venga bloccato.

Il costo complessivo dell’Iva, per i consumatori italiani, quest’anno, è pari a 2,1 miliardi di euro. Se l’Iva dovesse aumentare di un punto perché il Governo Berlusconi-Letta-Bilderberg non sarebbe in grado di bloccarlo, il costo, per il 2014, schizzerebbe a 4,2 miliardi di euro.

Una previsione che rispecchia l’aumento dei prezzi di beni di uso comune: carburanti, riparazioni auto, bevande, abbigliamento, calzature, mobili, elettrodomestici, giocattoli e computer. Se che i comportamenti delle famiglie italiane dovessero rimanere immutate – questa è l’ipotesi – la Cgia di Mestre stima che, per un nucleo costituito da 3 persone, l’aggravio medio annuo dovrebbe attestarsi intorno a 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l’incremento medio annuo sarà invece di 103 euro.

Ovviamente, interesse di Berlusconi bloccare subito l’aumento dell’Iva. Su questa scommessa il Cavaliere si gioca il consenso crescente che il suo Partito – il Pdl – ha guadagnato sul Pd e, in generale, nel Paese. 

Se invece l’Iva dovesse schizzare all’insù di un punto, impoverendo ulteriormente le famiglie e deprimendo ancora di più i consumi (ma aumentando gli introiti per le banche e per la finanza speculativa europee), ebbene, allora avrebbe ragione Beppe Grillo: perché l’aumento dell’Iva, a partire da luglio, significherebbe il trionfo di un resuscitato Barabba…

 

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