Il fuoco del sapere illumina una cupa Catania

Il Viaggio del Fuoco del Sapere è l’ evento promozionale più a ridosso dell’ Universiade e si propone di diffondere i valori che essa rappresenta come simbolo dell’unione tra i popoli e dell’unione dello sport universitario italiano con il movimento mondiale.

La manifestazione, nata nel ’59 da un‘ idea di Primo Nebiolo, ritorna così ad essere ospitata in Italia dopo appena quattro anni, quando gli onori di casa toccarono a Tarvisio, località friulana al confine con Austria e Slovenia.

Quella etnea è stata la prima delle 15 tappe in programma in cui il Fuoco del Sapere attraverserà tutta l’ Italia, illuminando al suo passaggio le bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche italiane raggiungendo le case, gli atenei e i centri cittadini delle città coinvolte, prima di approdare a Torino, nel giorno dell’ inizio delle competizioni.

Le cattive condizioni meteo ed una pubblicità quanto meno insufficiente non hanno certo aiutato il successo di questa giornata densa di significati simbolici. Una Piazza Università spoglia ha assistito all’ arrivo della carovana di auto d’ epoca con a bordo  i tedofori, che partita dal CUS è arrivata a destinazione intorno alle 17 e 45, quando da una lancia Augusta Cabriolet del ’34 è sceso l’ ultimo tedoforo, Giuseppe D’Urso, atleta catanese medaglia d’oro in una delle Universiadi precedenti.

Invitato a salire sul palco dal Cerimoniere, l’ atleta ha consegnato la Torcia al Rettore dell’ Università di Catania Antonino Recca, gesto che sta a simboleggiare la consegna alla città del “Fuoco della Conoscenza”. I ringraziamenti di rito del Rettore prima e del Cerimoniere poi hanno concluso questa giornata in cui il Fuoco del Sapere ha illuminato una Catania particolarmente buia.


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