I ritratti di Igor Scalisi incontrano Moltivolti «Luogo che si edifica su storie della gente»

Moltivolti è un luogo che nasce per instaurare relazioni. Lo dice il nome stesso scelto da un gruppo di amici che, dopo progetti e idee, ha aperto un luogo all’Albergheria a metà tra un coworking e un ristorante con particolare attenzione per i migranti che ruotano spesso lì attorno. Da diversi anni Claudio Arestivo, uno dei gestori di Moltivolti e Igor Scalisi Palminteri, uno degli artisti palermitani più apprezzati in città, sono amici e hanno partecipato ad alcuni progetti insieme. 

Un giorno chiacchierando sull’origine di questo luogo e il suo significato è nata l’idea di dipingere molti volti – ovvero ritratti  –  sulle pareti del locale, e soprattutto sui pilastri. «Perché le persone che frequentano questo posto lo sostengono – dice l’artista – Non lo immagino come un lavoro che prima o poi finirà, perché quel posto è come un porto, arriva gente, se ne va, e ogni persona che passa lascia un segno. Ogni volta torno a dipingere altri volti, che hanno segnato questo posto, che cambia sempre faccia per non cambiarla» . «Inviterò anche altri colleghi pittori a dipingere almeno una faccia, già alcuni lo hanno fatto. Ogni volta è difficile per me trovare volti interessanti da dipingere, qui invece è stato facilissimo. Sono felice di averlo fatto, non sempre le cose su commissione funzionano, ho avuto molta libertà, strada facendo ho anche cambiato modalità artistica. È stata un’esperienza di vita, perché poi mi sono fermato spesso a mangiare li, ho fotografato un sacco di gente che vive nel quartiere con cui ho parlato, il panettiere, i ragazzi che lavorano in cucina, Moltivolti esiste perché è in questo quartiere, che è Ballarò, e per questo quartiere, e spero che il murales racconti questo tessuto sociale e Ballarò in tutti i suoi colori». 

Da sei mesi l’artista di tanto in tanto passa da lì e dipinge dei volti, dapprima colorati sui pilastri, adesso ovunque e in bianco e nero, ad alcuni ha disegnato un’aureola, ad altri un albero che gli spunta dalla testa. Questa iniziativa è stata fortemente voluta sia dai gestori di Moltivolti che dall’artista, e verrà supportata da entrambi anche economicamente. «Nell’ultimo periodo il lavoro di Igor ha avuto un’accelerata – racconta Claudio di Moltivolti – un sacco di gente è stata dipinta e vuole essere dipinta sulle pareti del locale. È uno luogo che si edifica sulle storie della gente, all’inizio volevamo farli sui pilastri perché erano la struttura fondante, poi Igor si è messo a dipingere un po’ ovunque e a noi va più che bene. Ad un certo punto ci saranno anche delle linee che uniranno tutti questi volti che rappresentano l’idea delle relazioni. Non a caso è nata questa collaborazione tra noi e Igor, lui è un artista e una persona estremamente sensibile, ha dipinto gli assistenti sociali che vengono spesso qui, i bambini, i cani, gli operatori, i cuochi, i commercianti del quartiere. Ieri ha dipinto anche i visi dei richiedenti asilo che erano molto contenti di ricevere questo dono e queste possibilità di diventare parte di una storia indelebile».


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