I nuovi mezzi di comunicazione: insidie per i giovani?

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non si è trovato difronte al monitor di un computer collegato a Internet? Un pò tutti. “Internet”, una parola magica, ma anche insidiosa. Magica perché dà la possibilità di “parlare” con qualcuno a migliaia di chilometri di distanza, di inviare una lettera, o meglio, una e-mail, in tempo reale, di cercare tutto ciò che può servire per una ricerca scolastica, per trovare una via, un numero telefonico, ecc…Ma Internet è anche un mezzo tecnologico che può diventare molto insidioso. Perché in proposito poche leggi ne regolamentano l’uso, e varcare il limite è molto facile.

Lo abbiamo visto con i fatti di Torino, dove un ragazzo down è stato picchiato e sbeffeggiato dai compagni di classe; di Ancona, dove una ragazzina di 13 anni è stata violentata per mesi da almeno 14 ragazzi dai 13 ai 17 anni di età; di Napoli, che è stata teatro di una violenza su un’altra ragazzina tredicenne, perpetrata da 3 ragazzi di 15 anni; di Zurigo, dove due ragazzine di circa 13 anni sono state stuprate da alcuni loro compagni.

Ma che cosa hanno a che vedere tutti questi fatti di violenza con Internet? Ognuno di questi singoli episodi sono stati filmati con i cellulari dei carnefici e scaricati su Internet. I ragazzi di Ancona hanno addirittura, fatto il “salto di qualità”… vendevano quei video a 5 euro l’uno. Google e YouTube, i siti su cui sono stati scaricati i filmati, si difendono dicendo che per loro, vista la mole di file scaricati ogni giorno, è difficilissimo controllare tutto il materiale presente.

Allora cosa possiamo fare noi ragazzi, professori, genitori, per tutelarci e tutelare i più piccoli ed influenzabili da un mezzo di comunicazione che non ha alcun tipo di limite? C’è chi demanda il compito di educare i ragazzi al rispetto dell’altro, del diverso, al saper discernere il bene dal male, completamente alla scuola, con l’errata convinzione che un insegnante, dall’alto della sua posizione, abbia più presa sui ragazzi e, quindi, possa far meglio di un genitore. La cronaca, però, ci ha ben mostrato come gli insegnanti non abbiano più nessun tipo di ascendente sugli alunni e, anzi, siano essi stessi  vittime di violenze.

A chi, allora, chiedere aiuto se non ai genitori degli stessi ragazzi. Genitori sempre più permissivi, che cercano solo di compiacere i figli, ma che dovrebbero riscoprire le norme, il senso del limite, il saper dire di NO ai propri figli, ma soprattutto il dialogo. Ma solo la buona volontà dei genitori, che spesso si ritrovano davanti dei figli che non conoscono, non basta. Vi è anche bisogno di una seria regolamentazione giuridica del mondo di Internet, mezzo di comunicazione innegabilmente importante, ma anche libero da ogni regola.


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