I “cento” a lezione dal TG5

Cento fra i migliori neo-diplomati di oltre mille licei classici e scientifici di tutta Italia si sono riuniti a Catania, ospiti selezionati della prima edizione della Summer School, il progetto della Scuola Superiore dell’Università di Catania  finalizzato all’orientamento universitario. Dallo scorso lunedì e per tutta la settimana si sono tenuti seminari che hanno visto partecipi illustri del mondo dell’imprenditoria, della ricerca e dell’informazione, pronti a rivelare le loro esperienze alla giovane platea.

Ospite dell’incontro di venerdì 28 è stata Annalisa Spiezie, anchorwoman del TG5, che si è occupata di illustrare il mondo dell’informazione e del giornalismo.

 

Nell’ora e mezza del seminario, uno dei volti più noti del giornalismo televisivo ha coinvolto i ragazzi presenti nella sala riunioni dell’hotel Le Dune, dove sono ospitati, in una breve ma interessantissima dissertazione sul mestiere del giornalista, sulle relazioni tra informazioni e potere, e sull’evoluzione del modo di fare informazione, ripercorrendo fatti storici, come l’inchiesta dei due giornalisti americani che portarono allo “scandalo watergate” fino alle “pecche” giornalistiche verificatesi in casa nostra negli ultimi anni ( les affaires “tangentopoli” e “calciopoli” ndr.).

La Spiezie, con la sua innegabile capacità dialettica, ha esposto i rischi che corre il giornalismo e soprattutto la carta stampata: “la partigianeria, l’ eccesso di velocità, la riduzione degli investimenti e la televisione. Con la nuova formula dell’infotainment televisivo – conclude la giornalista –  che tende a dare sempre più spazio all’intrattenimento più che all’informazione, si riduce l’autorevolezza dei quotidiani che inseguono in questa forma la televisione svuotando di informazione i loro contenuti”.

 

Ma la giornalista di Mediaset non nasconde le vicende personali all’interno della sua redazione, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra redazione, direttore ed editore, nel più ampio quadro delle relazioni tra informazione e potere. A questo quadro si riferisce citando il caso avvenuto durante le ultime elezioni politiche. “Quando il presidente del Consiglio uscente – racconta – che è anche il mio editore, decise unilateralmente di partecipare ad una trasmissione a “casa sua”, con un contraddittorio di soli giornalisti, noi della redazione del TG5  minacciammo lo sciopero” .

E malgrado, a fine conferenza, la Spiezie abbia affermato che, nel ramo di chi detiene il potere, “non esiste etica”, rifiuta le voci di chi grida a un giornalismo malato e conclude dicendo che “il sistema è malato. L’attuale governo dovrà affrontare due sfide importantissime, che riguardano l’economia e la questione del duopolio televisivo. Se non riuscirà a farlo, avrà perso un’occasione storica”.

 

A termine del seminario si è aperta la fase del dibattito, alimentato dalle domande dei ragazzi presenti, dopo aver ascoltato con grande attenzione la giornalista che, malgrado il poco tempo a disposizione, è sicuramente riuscita  a tracciare le linee fondamentali non solo della professione giornalistica e del suo significato, ma anche e soprattutto un pezzo importantissimo della società di odierna, dove l’informazione spesso crea la realtà.


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