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L’hacker di Gela arrestato il 2 ottobre ha violato 56 computer del ministero della Giustizia su 59

Avrebbe violato 56 computer del ministero della Giustizia su 59. Carmelo Miano – il 23enne di Gela, in provincia di Caltanissetta, arrestato lo scorso 2 ottobre per accesso abusivo aggravato a strutture informatiche e diffusione di malware e programmi software, commessi in concorso – avrebbe violato 56 dei 59 computer presenti negli uffici giudiziari di Gela. Da questi computer, attraverso un account di super-administrator, avrebbe esteso il suo controllo ai server del ministero della Giustizia che si trovano a Napoli. In questo modo Miano avrebbe prelevato dai sistemi informativi del ministero della Giustizia dati sensibili e coperti da segreto investigativo.

Il giovane è stato arrestato lo scorso due ottobre e ora si trova nel carcere romano Regina Coeli. I reati che la procura di Napoli contesta a Miano sarebbero stati commessi in concorso; le indagini delle forze dell’ordine, infatti, si sono focalizzate anche su altre sei persone.


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