La guardiania antincendio popolare che protegge la natura siciliana: «Alle istituzioni restano responsabilità»

«L’azione di guardiania anticendio dal basso, funziona». Lo confermano a MeridioNews gli attivisti di Muschio Ribelle che, dall’anno scorso, hanno occupato la riserva naturale Bosco d’Alcamo sul Monte Bonifato, nel Trapanese. «Per la seconda estate di fila – annunciano soddisfatti i volontari – la nostra guardiania antincendio ha funzionato e, infatti, qui non ci sono stati roghi». Che, invece, negli anni passati, hanno distrutto ettari di vegetazione anche in quell’area. Per molte altre parti della Sicilia, invece, anche quella appena trascorsa è stata un’estate funestata dalle fiamme: nel periodo che va dal 15 giugno al 5 settembre, i vigili del fuoco hanno effettuato 706 interventi. Il numero più alto a livello nazionale.

La guardiania antincendio

«Non è stato un caso se qui sul Monte Bonifato e in tutta la riserva naturale Bosco d’Alcamo non ci sono stati roghi», riscostruiscono da Muschio Ribelle. «È la prova che la guardiania popolare contro gli incendi funziona». Lì nel 2012 un rogo devastante distrusse molti ettari di riserva. Adesso, 28 volontari hanno partecipato alla guardiania antincendio, presidiando il Monte Bonifato in dieci giornate critiche per la presenza di forti venti. Un totale di 58 ore di presidio da parte di volontari adeguatamente formati. La formazione, infatti, era cominciata già lo scorso anno. Quando gli attivisti hanno occupato la Funtanazza e l’ex ostello Cielo d’Alcamo all’interno della riserva naturale. Nonostante lo sgombero da parte della provincia, i volontari si sono riorganizzati anche quest’anno per portare avanti, dal basso, l’azione di guardiania antincendio.

«Da Alcamo a Castellammare, da Fraginesi a Calatafimi, da Trapani a Erice. Ma non solo – raccontano da Muschio Ribelle – molti volontari sono arrivati anche da altre regioni per presidiare i nostri territori». Muniti soltanto di giubbotti catarifrangenti e blocchi di appunti per segnare le targhe dei veicoli sospetti. «La nostra sola presenza visibile – commentano gli attivisti – funge già da deterrente. Nessun incendio è stato appiccato nelle aree protette dalla nostra guardiania». Organizzata dal basso ma con risultati che ne dimostrano l’efficienza. «Nonostante i mezzi limitati – aggiungono – siamo riuscita a fare molto di più rispetto a campagne istituzionali o a proposte legate all’uso di droni».

Le responsabilità delle istituzioni

Rispetto all’anno scorso, i volontari hanno notato una maggiore collaborazione da una parte delle istituzioni. «Operai forestali, addetti alla sicurezza della Provincia e polizia municipale sono stati spesso presenti. Il dialogo con il Comune e la Provincia, invece, non è decollato», lamentano gli attivisti. «Ci sono cittadine e cittadini che impiegano tempo ed energie, a titolo volontario e gratuito, a favore della comunità. Questo però – ci tengono a sottolineare da Muschio Ribelle – non esime in alcun modo le istituzioni dalle loro responsabilità». E, così, gli attivisti lanciano ancora una volta la loro disponibilità alla collaborazione. «Non abbiamo nessuna intenzione di subire passivamente il dolore per tutto ciò che è andato in fumo e – concludono i volontari – di stare a osservare l’inazione di chi dovrebbe proteggere il territorio».


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