Gli stipendi dei forestali possono attendere: Ardizzone manda tutti a casa

IL PRESIDENTE DELL’ARS, CHE ORMAI HA MESSO IL PARLAMENTO SICILIANO AL SERVIZIO DEL GOVERNO CROCETTA, HA RINVIATO TUTTO A MARTEDI’ PROSSIMO

Un ‘capolavoro’, la nostra Assemblea regionale siciliana. Che oggi ha chiuso con un po’ di anticipo una settimana parlamentare di pagliacciate. L’ultima, in ordine, è quella andata in scena oggi: Sala d’Ercole avrebbe dovuto approvare a tamburo battente la legge per retribuire gli operai della Forestale che il Governo Renzi e il Governo Crocetta hanno lasciato senza soldi. Invece tutto è stato rinviato a martedì prossimo. Tutta la fretta manifestata ieri, oggi è scomparsa.

Certo, gli avvertimenti, anzi i dubbi di alcuni parlamentari su una legge che scipperebbe 20 milioni di euro ad artigiani e agricoltori per trasformarli in spesa corrente deve avere fatto effetto. Perché non si può sbaraccare un fondo di rotazione per pagare salari.

Ma non è stato certo il dubbio sull’incostituzionalità di una legge a bloccare i lavori parlamentari di oggi. La verità è che il mandato della presidenza dell’Ars, capitanata dall’on. Giovanni Ardizzone – che ormai ha posto il Parlamento siciliano al servizio del Governo di Rosario Crocetta – era quello di bloccare la mozione di censura all’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra. Anche calpestando il regolamento d’Aula. Missione compiuta.

Di fatto, mettendo assieme quello che è successo ieri con l’annullamento della seduta di oggi, la gestione del Parlamento siciliano – spiace dirlo – somiglia senza più a quello di qualche sperduto consiglio comunale (Roccacannuccia è il primo che ci viene in mente…).

 

 


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