Giovanni Verga vicino e lontano

Si intitola “Verga” il libro dell’italianista Andrea Manganaro, appena uscito per Bonanno Editore (pagg. 224, 18 euro), che traccia un quadro completo dell’Opera dello scrittore siciliano.
Fu lunga l’esistenza di Giovanni Verga. Salutò, ventenne, l’arrivo di Garibaldi in Sicilia, ma assistette anche al primo conflitto mondiale e al sorgere del Fascismo. Iniziò a scrivere giovanissimo, nella città natale.
A Catania, a Firenze, a Milano realizzò molteplici opere (tutte presentate in questo libro, in connessione con la biografia e la situazione storica). Diede però vita ai capolavori in un solo decennio. E cioè quando, “da lontano”, dalla moderna Milano delle “Banche” e “Imprese industriali”, si rivolse a narrare l’iniziale manifestarsi, nel suo mondo originario, della “brama di meglio” e dell’ “avidità di ricchezza”. Riuscì a consegnarci una straordinaria rappresentazione letteraria della Sicilia ottocentesca. E compì una originalissima operazione di “traduzione”, linguistica e antropologica, funzionale ai bisogni conoscitivi della nuova Italia.
Ma la significatività delle sue opere non resta confinata al momento della loro creazione. I suoi vinti dalla “fiumana del progresso” allungano la loro ombra su un’epoca, la nostra, in cui non appare più scontato il nesso tra “più” e “meglio” e il progresso sembra ormai ridotto a un vuoto andare avanti, senza meta e senza possibilità di ritorno. Ritroviamo nel nostro tempo la condizione prefigurata da ’Ntoni all’ombra del nespolo, nel dare l’addio alla sua comunità. E il tragico destino di Gesualdo, il suo totale identificarsi con la roba, continua a porci domande di senso.
Con il suo demistificante realismo, con la sua sconsolata forza conoscitiva, con la pietà immanente alla sua opera, e mai gridata, Verga entra nella nostra vita. E, a volerlo interrogare, “parla” anche al nostro presente.
“Verga” inaugura la nuova collana di Bonanno Editore dedicata agli “Scrittori d’Italia”, diretta dallo stesso Andrea Manganaro (Università di Catania) insieme a Nicolò Mineo (Università di Catania) e Antonio Di Grado (Università di Catania) e che conta numerose illustri firme della critica letteraria nazionale. Del comitato scientifico fanno parte Gian Mario Anselmi (Università di Bologna), Giorgio Barberi Squarotti (Università di Torino), Rino Caputo (Università di Roma-Tor Vergata), Denis Ferraris (Université de Paris III-Sorbonne Nouvelle), Piero Floriani (Università di Pisa), Claudio Griggio (Università di Udine), Pasquale Guaragnella (Università di Bari), Francois Livi (Université de Paris iV-Sorbonne), Matteo Palumbo (Università di Napoli-Federico II), Luigi Surdich (Università di Genova), Natascia Tonelli (Università di Siena), Francesco Spera (Università di Milano).
Andrea Manganaro insegna Letteratura italiana presso l’Università di Catania. È membro del direttivo nazionale dell’Associazione degli Italianisti-Sezione Didattica (ADI-SD), della redazione della rivista “Le forme e la storia”, del direttivo degli “Annali della Fondazione Verga”. Ha dedicato ricerche e pubblicazioni a diversi aspetti della letteratura italiana: novellistica e poetiche del Cinquecento, Foscolo, Verga, storiografia e critica tra Otto e Novecento e, particolarmente, Croce. Di recente ha pubblicato Significati della letteratura. Scritture e idee da Castelvetro a Timpanaro (Sciascia 2007) e curato Scritture e letture: novella e racconto (2009).


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