Gesip, la soluzione c’è: l’Ars

Quello che dice il candidato a sindaco di Palermo, Riccardo Nuti, può anche essere sgradevole: ma è la verità: in questo momento il Comune di Palermo non ha i soldi per pagare i mille e 800 dipendenti della Gesip. E’ – secondo questo giornale – si tratta di una somma ingiustizia. Perché tanti precari, magari meno anziani, sono stati ‘stabilizzati’ negli uffici del Comune di Palermo e nelle società Municipalizzate, mentre i precari della Gesip sono rimasti fuori?

Una soluzione, a nostro modesto avviso, potrebbe essere trovata. Alla fine, per tutelare queste mille e 800 famiglie servono 60-70 milioni di euro all’anno. Bene. La scorsa settimana governo regionale e Ars hanno trovato 300 milioni di euro in meno di 24 ore. Erano soldi che governo e Ars, in modo truffaldino, avevano iscritto fra le entrate. Il commissario dello Stato ha costretto governo e Ars a trovare 300 milioni di euro con ‘tagli’ trasversali a tutti i capitoli di bilancio.

Bene. Noi diamo un consiglio ai lavoratori della Gesip. Intanto potrebbe essere recuperato, senza problemi, il 50 per cento dello stanziamento della cosiddetta tabella H. E sarebbero già 25-30 milioni di euro all’anno. Altri 35 milioni di euro potrebbero essere recuperati da un’ulteriore ‘tosatura’ dei capitoli di bilancio. E’ un modo semplice per trovare le risorse finanziarie. Se governo e Ars hanno trovato 300 milioni in meno di 24 ore, perché non dovrebbero trovare altri 60 milioni di euro? E’ solo questione di volontà politica.

Quella che noi avanziamo è una proposta concreta e percorribile. Le altre proposte – e qui ha ragione Nuti – come la reinternalizzazione o il prepensionamento sono fasulle.

p.s.

Ah dimenticavamo: se dovessero dirvi che i 300 milioni di euro li hanno recuperati solo per quest’anno, sappiate che stanno mentendo. Perché, a partire da quest’anno, i 300 milioni di entrate false non potranno mai più essere iscritte in bilancio. Dunque, i 300 milioni i 90 ‘califfi’ dovranno trovarli ogni anno. E 300 e 360 milioni non fanno una grande differenza.

 


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