Gela, Comune rischia di far saltare La Traviata Colletta dei cittadini per pagare bus agli artisti

Mancano 500 euro per avere la riproposizione in chiave contemporanea di un’opera lirica nel teatro comunale? A Gela succede che, al posto delle carenti istituzioni, i soldi li hanno versati i cittadini. Anzi, hanno fatto di più: hanno fondato il comitato Salviamo la bellezza. L’ideatore è l’artista Giovanni Iudice: il pittore iperrealista, grande amico del critico d’arte Vittorio Sgarbi, è noto in città per aver più volte «messo la faccia» in iniziative artistiche e culturali, per provare a scuotere il torpore del potere e della popolazione. 

«Il comitato nasce da una risposta spontanea dei cittadini al mio appello sulla mancanza di strategie culturali in città», spiega Iudice. Cosa era successo? Da giorni si attendeva la data precisa della messa in scena del riadattamento della celebre opera lirica La Traviata. Il capolavoro di Verdi sarebbe stato interpretato dalla Mediterranean Opera Studio di Philadelphia, che vede alla regia il tenore italoamericano Jack Livigni e un’orchestra internazionale di 60 professionisti tra americani, asiatici, australiani. L’intero ensemble, a tre giorni della  tappa di Gela, era rimasto fermo a Caltagirone in attesa di disposizioni dal Comune. Ma si era venuto a scoprire che mancavano i soldi per i due pullman necessari per gli spostamenti. E questo nonostante i contatti tra l’assessore alla Cultura, Francesco Salanitro, e l’orchestra americana andassero avanti da un anno. 

È allora che Iudice interviene sui social, annunciando di provvedere egli stesso alla spesa necessaria. A dargli una mano sono poi intervenuti numerosi cittadini che hanno rimpinguato il contributo spontaneo, che ha superato la soglia dei mille euro. Una mancanza, quella dell’amministrazione, che l’assessore Salinitro avrebbe giustificato col recente cambio delle deleghe. Il commento di Iudice è sarcastico. «Come se io programmo di ospitare degli amici e quando arrivano gli faccio trovare i piatti sporchi e dico loro che è colpa di mia moglie. L’assessore alla Cultura – aggiunge il pittore – non è un impiegato postale che alla chiusura dello sportello termina l’incarico, ma è una coscienza vivente. La cultura è questo: arrivare a destinazione nell’idea». 

In ogni caso l’appuntamento con l’opera lirica si è svolto ieri sera: un successo oltre ogni aspettativa, sia per il folto pubblico accorso nonostante le recenti polemiche sia per la qualità in sé della messa in scena. Il Comune di Gela ha concesso l’utilizzo del teatro comunale Eschilo e ha sponsorizzato l’iniziativa, forse anche per recuperare il debito con la cittadinanza. «Gela ha un’immagine che non è quella del singolo al potere – chiosa l’artista Iudice -. Da questo nasce il comitato. Noi non saremo concentrati su singoli eventi che non portano nulla alla città, ma sulla ristrutturazione culturale». 

Dalla fase industriale alla ristrutturazione culturale, forse è in questa direzione che bisognerebbe spingere per la vera riconversione di Gela. Ma come si fa a ottenerla? «Immaginando percorsi – suggerisce il pittore gelese -. Prima dei soldi occorrono le idee. L’economia è sociologia, se c’è sociologia ci sarà economia. In tutte le città ci sono congregazioni associative no profit. Esempio: il museo del ‘900 a Milano. E chi l’ha detto che l’amministrazione deve essere regista? La lottizzazione politica dalla cultura deve sparire». Sulle modalità per raggiungere questi obiettivi, Iudice è chiaro. «Il comitato non è il cittadino fai da te sapientone, si avvarrà anche di consulenze scientifiche e culturali». Tra le prime idee c’è il museo archeologico regionale «che al momento sembra una clinica» e un piano per il centro storico. 

L’impegno di Iudice passa anche dal ribaltamento della celebre citazione di Dostoevkij. Non più «la bellezza salverà il mondo», ma «il mondo deve salvare la bellezza». Un passaggio che l’artista gelese spiega in poche parole. «C’è un avanzamento dell’ignoranza spaventoso – conclude -. La bellezza salverà il mondo se noi la salviamo».


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