Gam, in mostra le opere di Anne-Clémence de Grolée La Sicilia attraverso lo sguardo di un’artista francese

La bellezza e le contraddizioni della Sicilia viste con gli occhi di un’artista francese: potrebbe essere questo il sottotitolo di Une île à soi, la personale di Anne-Clémence de Grolée attualmente in corso a Palermo presso laGalleria d’Arte Moderna.

La mostra, a cura di Giulia Ingarao, ripercorre attraverso installazioni, opere grafiche, fotografie e sculture la produzione artistica degli ultimi vent’anni di de Grolée, vissuti in Sicilia come ospite e come siciliana di adozione. Il rapporto tra l’artista e l’Isola ha avuto inizio nel 1996, in occasione della sua residenza a Messina presso la Fiumara d’Arte, su invito del Centro Culturale Francese di Palermo. Poi, la decisione di stabilirsi nel capoluogo, dove ancora vive e lavora. «Da artista francese che opera in Sicilia – spiega Anne-Clémence – vivo in una situazione ambivalente di ospite ed osservatore, ossia partecipe ed insieme testimone di una cultura familiare eppure a me estranea come quella siciliana. In quest’ossimoro risiede proprio il lieve distacco che rende possibile il dialogo tra questae la mia cultura d’origine».

La ricerca di de Grolée è incentrata sulle problematiche legate al corpo e all’identità femminile, aprendosi poi – e in questo è evidente il riferimento a tematiche propriamente siciliane – a questioni quali il degrado ambientale, l’abusivismo edilizio e l’immigrazione, restituendo quindi dell’Isola una visione controversa e complessa.

L’esposizione alla GAM si articola in tre sezioni: femminile, paesaggio ed esodo. Le opere che analizzano la dimensione della femminilità sono evocative ed esplicite allo stesso tempo, alludono alle forme del corpo della donna – seni, labbra, organi sessuali –, come i disegni di Strange fruits, i busti di donna in terracotta della serie Le Segrete, le vesti di Ante/nate, dove il corpo della donna viene visto dall’artista come abito e abitazione: «nel verbo abitare –racconta de Grolée – mi piace sentire anche il riferimento all’abito. Per me l’abito, nel suo significato più profondo, è casa, città, organismo, corpo. C’è un legame molto forte tra la mia ricerca sul vestito come seconda pelle, l’abito appunto, e sulla casa come involucro». Il tema scottante dell’edilizia siciliana viene affrontato dall’artista in Villinomania, una serie di cartoni stampati a forma di case che fanno riferimento alla cementificazione coatta degli anni del Sacco di Palermo, e Mobile City II, un’installazione di elementi in legno e alluminio che, come i mattoncini dei giochi per bambini, danno vita a ironici scheletri architettonici che ricordano l’incompiutezza di tanta edilizia siciliana rimasta incompiuta.

La mostra sarà visitabile fino al 2 aprile, dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle 18.30. Costi biglietto: intero 6 euro, ridotto 4.


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