Fronte nazionale siciliano: defiscalizzare la benzina e “No” al Muos di Niscemi

L’AUMENTO DELLE ACCISE SUI CARBURANTI METTE IN GINOCCHIO L’ECONOMIA SICILIANA. IL GOVERNO REGIONALE NON SIA ‘ASCARO’ E FACCIA VALERE L’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO. OPPORSI CON TUTTE LE FORZE AL MEGA RADAR AMERICANO

In due distinti comunicati gli Indipendentisti del Fronte nazionale siciliano intervengono due due questioni: l’aumento delle accise sui carburanti e il Muos di Niscemi.

“Il recentissimo, ulteriore, aumento delle accise sui carburanti ed il conseguente aumento del costo della benzina e degli altri derivati del petrolio – si legge nel primo comunicato del Fronte nazionale siciliano – non chiude affatto la ‘questione’ della DEFISCALIZZAZIONE, in Sicilia, del prezzo della BENZINA e degli altri carburanti. Anzi, la riapre e la rende ancora più attuale ed urgente. Anche perché l’ECONOMIA SICILIANA, già in crisi, ne sarebbe ferita a morte e messa in ginocchio”.

E’, questo, il MESSAGGIO che l’FNS ‘Sicilia Indipendente’ manda agli inquilini di Sala d’Ercole ed al Governo regionale, “ai quali – mai come in questo momento – è fatto obbligo di attivarsi immediatamente, avvalendosi delle prerogative di cui all’art. 18 dello Statuto di Autonomia, per redigere e proporre uno specifico Disegno di Legge-Voto in materia£.

“Insomma – dicono gli Indipendentisti -: BASTA CON L‘IMMOBILISMO! BASTA CON L’ASCARISMO! Analogo “messaggio” l’FNS invia ai Deputati eletti in Sicilia nei PARLAMENTI di Roma e di Bruxelles. Non se ne può più!”.

Gli Indipendentisti – nel secondo comunicato – ribadiscono il loro “NO” al

Coordinamento No Muos

MUOS a NISCEMI o in qualsiasi altro sito della Sicilia.

“La salute umana – si legge nel comunicato – deve avere, infatti, la precedenza su ogni pressione e su ogni motivazione apposte a sostegno del MEGA-RADAR. L’FNS “Sicilia Indipendente” ribadisce, inoltre, che la NEUTRALITA’ della Sicilia è una condizione (ed anche un VALORE) che il Governo italiano, per primo, e gli altri Stati e le Comunità sovranazionali devono rispettare se non vogliono stravolgere i principi della convivenza e degli equilibri internazionali riaffermati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e successivamente”.

 


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