Qualche giorno di riflessione per decidere bene proteste e metodi. Così è stato deciso alla fine dell'assemblea regionale di ieri. Tra qualche giorno il movimento Forza d'urto si farà sentire di nuovo, probabilmente bloccando i prodotti siciliani in uscita. «Non vogliamo danneggiare i siciliani, ma dobbiamo difendere i nostri diritti»
Forza d’Urto, tra furori sudisti e caos Richichi: «Noi, l’armata Brancaleone»
Partecipata assemblea del movimento Forza durto ieri a Catania. A guidarla Mariano Ferro del Movimento dei forconi e Giuseppe Richichi, presidente dellAias, associazione imprese autotrasporti siciliani. Si vuole continuare a farsi sentire ma gli interessi in campo, stavolta, non vogliono essere di settore. «È il risveglio dellintero popolo siciliano, unoccasione che non possiamo lasciarci sfuggire per avere finalmente ciò che ci spetta», afferma Mariano Ferro.
Tanta la volontà da parte di tutti di riprendere la lotta per i propri diritti. «Per la difesa della nostra dignità umana e di lavoratori», come dice Francesco Crupi dei Forconi, ma tante anche le divergenze. Cè chi vuole la secessione dallItalia proponendo un modello leghista al contrario, cè chi vuole bloccare leconomia siciliana e chi invece vuole bloccare i prodotti in uscita salvaguardando gli isolani. Nel mirino porti e raffinerie, ma anche le sedi della Serit e dellAgenzia delle entrate. Lunità la si ritrova, invece, nella richiesta di applicazione dello statuto siciliano. «La nostra bandiera compirà 730 anni questanno, altro che 150 – grida un agricoltore dal palco – Questo significa che per 600 anni siamo riusciti a campare senza lautorità romana e quindi vogliamo lautonomia per amministrarci da soli».
Per passare dal dire al fare, però, serve organizzazione, e al momento manca. «Sembriamo larmata Brancaleone e invece dobbiamo fare le cose con intelligenza» dichiara Giuseppe Richichi. Se quindi lannuncio, inizialmente, era stato “lunedì occupiamo tutto”, alla fine della lunga riunione si è deciso invece di temporeggiare. «Prendiamoci qualche giorno per riflettere sul da farsi e soprattutto sulle modalità da attuare perché lazione sia unica in tutta la Sicilia» dice il leader dei forconi. Qualche giorno dattesa, dunque, per organizzarsi e decidere le mosse opportune, stando attenti a non sconfinare nell’illegalità, precisano i leader del movimento. Intanto si è cercato di fare un passo avanti per la creazione di una struttura organizzativa radicata sul territorio. Tante le necessità. Servono persone che facciano da referenti, comitati cittadini e direttivi, oltre ad un fondo cassa comune. La prossima settimana si cercherà di passare allazione. Vedremo come.