Formazione/ Pubblicato il decreto regionale sulla rideterminazione del costo standard

DI FATTO, E’ IL VIA LIBERA ALLE DIRETTIVE PER L’AVVIO DELLA TERZA ANNUALITA’ DELL’AVVISO 20. NON MANCANO I DUBBI SUL COME L’AMMINISTRAZIONE ABBIA DECISO DI PASSARE DA 129 EURO/ORA/CORSO A 117 EURO/ORA/CORSO
(In calce il link del decreto del dirigente generale Gianni Silvia)

E’ stato pubblicato il decreto regionale sulla “Rideterminazione dell’unità di costo standard” per i corsi di Formazione professionale. Il decreto porta la firma del dirigente generale del dipartimento della Formazione professionale della Regione siciliana, Gianni Silvia.

E’ il passaggio propedeutico alla pubblicazione delle direttive sulla terza annualità dell’Avviso 20.

Insomma, per il via alla terza annualità dovrebbe ormai essere questione di qualche ora.

Il costo standard – come abbiamo già scritto nei giorni scorsi – passa da 129 euro ora per corso a 117 euro ora per ogni corso.

Quello che resta poco convincente è la modalità con la quale l’Amministrazione regionale è arrivata a questa rideterminazione. Questo perché ai 117 euro dovrebbero aggiungersi 0,80 euro ad allievo previsti dall’Avviso 20, legge speciale che, secondo molti osservatori resta in vigore.

Al dipartimento regionale della Formazione, invece fanno un ragionamento diverso. Dicono: noi abbiamo abolito le indennità in favore degli allievi. Dunque il costo standard resta 117 euro.

Ma, a parte le implicazioni sociali (l’indennità per gli allievi – anche se bassa – è comunque un incentivo per i ragazzi a frequentare i corsi di formazione), va ricordato che l’indennità per i discenti è prevista dall’Avviso 20.

Al dipartimento sostengono che ormai non si tratta si tratta più di avviso 20, ma di Piano Giovani.

Le cose, in realtà, non stanno proprio così. Per almeno due motivi.

In primo luogo, perché sono i fondi del Piano Giovani che finanziano la terza annualità dell’Avviso 20, che rimane in piedi.

In secondo luogo, va ricordato – a chi forse lo dimentica – che i fondi del Piano Giovani sono sempre risorse del Fondo sociale europeo 2007-2014, trasferite a Roma e ‘tornate’ in Sicilia. Ma rimangono sempre risorse finanziaria Fse che andranno rendicontate a Bruxelles.

Cosa andranno a dire, ai funzionarti dell’Unione europea, i dirigenti del dipartimento regionale della Formazione? Che non hanno pagato i ragazzi che hanno frequentato i corsi perché i soldi gli servivano per altri scopi?

Non ci sembra che la procedura sia corretta. Anzi.

 

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