Formazione, La Regione corre ai ripari. Albert capro espiatorio?

Si alza la temperatura della campagna elettorale. Tutti i partiti scaldano i motori in attesa della scadenza del 25 settembre, la data che tutti considerano della verità. Proprio così: al momento del deposito delle liste cesserà il “gioco delle tre carte”. Si potranno finalmente conoscere coalizioni ed i nomi dei candidati, vecchi e nuovi, che proveranno a varcare dalla porta principale Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano.

Ma nonostante le riunioni aiosa siano, in questi giorni, a tema unico, continua a far parlare di sé la formazione professionale. E adesso arriviamo alle indiscrezioni. Sembrerebbe che il “deus ex macchina” si sia finalmente reso conto dei danni prodotti dall’asse di ferro Mario Centorrino, già assessore regionale alla Istruzione e Formazione professionale, e Ludovico Albert, già potente dirigente generale al ramo. Scontato chiedersi perché Raffaele Lombardo, presidente dimissionario della Regione Siciliana, abbia messo, proprio adesso, il naso sulla formazione professionale, regno per oltre due anni del Pd.

Intanto, diciamo subito che nessuno si è accorto che Lombardo si sia dimesso, e la riprova e che è saldamente attaccato alla poltrona di Palazzo d’Orleans, sede del governo regionale. E poi, dalle indiscrezioni assunte sembrerebbero affiorare come incubi le possibili responsabilità a tutto tondo. Infatti, l’enorme contenzioso amministrativo, civile e forse penale, nato dalle scelte pidiessine di disintegrare il sistema formativo siciliano, distruggendo tutto e tutti, sembra preoccupare non poco Lombardo.

I locali dell’assessorato regionale alla Istruzione e Formazione professionale di via Ausonia, a Palermo, sono stati sottoposti ad ennesimo controllo delle autorità competenti non più’di 48 ore fa. Diversi Enti stanno ottenendo ristoro dai danni subiti per avventuristiche scelte assunte degli ultimi due anni dalla Regione. Sembra così aumentare a dismisura il possibile danno erariale che potrebbe portare con sé risvolti penali.

Ed allora, chi pagherà i danni? Sempre se le indiscrezioni dovessero trovare riscontro, si potrebbe profilare un braccio di ferro tra l’attuale gestione politico-amministrativa dell’assessorato di via Ausonia e Ludovico Albert. Per cercare meglio di capirci, parrebbe che comincino ad affiorare gli effetti delle sconsiderate scelte della “coppia delle meraviglie”, Centorrino/Albert.

Ma la cosa che più’ incuriosisce è che fino a qualche settimana fa queste scelte erano comunque avallate dal presidente Lombardo. Ed allora, se è veritiero lo scenario che pare emergere dalle suddette indiscrezioni, nulla di meglio che censurare l’operato, prenderne le distanze e individuare con certezza il capro espiatorio. Ad allora ecco ripresentarsi lo spauracchio di Albert dal quale prendere le distanze.

Il piemontese pero’ è uomo potente, è l’esperto indicato a Lombardo da Cracolici, Lumia, Papania, Genovese, Gucciardi con l’avallo romano del gota Pd: D’Alema, Fassino e Bersani. Il tecnico della liberazione, dell’innovazione, della riforma epocale, della moralizzazione del settore della formazione professionale, della fiducia incondizionata strappata ai sindacati storici, Cgil in testa: fiducia che ora pare essersi trasformata in un “brocco” dal quale difendersi. Ed allora si corre ai ripari condannando Albert a capro espiatorio. Il solito trucco politico: “mors tua vita mea”.

Parrebbe profilarsi, per intenderci, un braccio di ferro tra i contendenti (Mpa versus Pd), fino a poco tempo fa accomunati da interessi politici. In questa ennesima vicenda, chi ne soffrirebbe sarebbero sempre gli Enti formativi ed i lavoratori che vedrebbero allungati i tempi del richiamo al lavoro e della riscossione dello stipendio. Un cataclisma annunciato dal quale Lombardo, con un colpo di coda, vorrebbe svincolarsi, sottraendosi dalla responsabilita’ amministrativa e politica.

Finito l’idillio tra Lombardo ed Albert, non mancano le incomprensioni – così si racconta tra lo stesso presidente dimissionario e Riccardo Savona. Si preannuncia anche la fine dell’intesa fiduciaria con Accursio Gallo, attuale assessore regionale alla Istruzione e Formazione professionale? Questo, tradotto in termini elettorali, cosa dovrebbe significare? Di certo, se le indiscrezioni portano allo scenario descritto, si potrebbero dividere le strade tra ex Mpa, oggi Partito dei Siciliani, e Mps (Movimento popolare siciliano) di Riccardo Savona, al quale Gallo fa esclusivo riferimento. Possibile?

Per Lombardo ed i suoi sarebbe un suicidio tornare dai “democristiani infiltrati nel Pd” per bussare alla porta del candidato presidente Rosario Crocetta. C’è anche chi ‘disegna’ uno scenario fantapolitico: Raffaele Lombardo potrebbe, addirittura, con i fidi di Futuro e liberta’ per l’Italia (Fli) avanzare la propria candidatura alla presidenza della Regione. Uno scenario, lo ripetiamo, fantapolitico, perché si tratterebbe di un azzardo nell’azzardo.

Cosa ne penserebbero i siciliani ed i lavoratori della formazione professionale degli umori e della fantapolitica non lo sappiamo. Ma se guardiamo al crescente malcontento che serpeggia ed al senso di profonda avversione per la politica che aumenta sempre più, forse la risposta che non abbiamo potremmo pure azzardarla.

Ma lasciamo questo privilegio ai nostri lettori. Atteggiamenti, quindi, che rinforzano le fila dell’unico partito che ad oggi in Sicilia supera il 50 per cento: gli indecisi.


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