L'ente universitario non cambia linea e ai giovani che sono rimasti indietro anche di un solo anno con la carriera non garantirà l'accesso ai benefici messi a disposizione. «È una meritocrazia che ignora la reale situazione degli iscritti», afferma uno degli studenti che si è fatto portavoce di una protesta che riguarda circa seimila colleghi. Ma ad interessarsene realmente sono stati una ventina