Fondo Jeremie, ovvero come 50 milioni destinati alla imprese siciliane rimangano nei forzieri delle banche

LA SICILIA ULTIMA IN EUROPA COME PERCENTUALE DI SPESA PER I FONDI STRUTTURALI, ANNOVERA UN ALTRO PRIMATO: STANZIA 50 MILIONI DI FONDI DESTINATI AL CREDITO ALLE IMPRESE MA LE BANCHE NON EROGANO NEANCHE UN CENTESIMO

 

Bella vita quella della banche nell’isola degli sprechi. La Regione Siciliana trasferisce alla BNL  e Unicredit, sportelli per l’operazione Jeremie, un fondo di 50 milioni di euro destinato a finanziare  a bassissimo tasso le imprese strozzate dagli alti tassi e da un mercato in crisi, e non viene erogato neanche un centesimo.

Così mentre gli imprenditori si suicidano per fallimento, le banche praticano tassi altissimi per i finanziamenti in conto corrente, il mercato ristagna e si avvita su se stesso, la boccata di ossigeno a un circuito di imprese vicine al collasso non arriva perchè gli istituti preposti non impiegano i fondi.

Perchè avviene questo? Se un istituto si offre come sportello sarà remunerato per il servizio. Allora gli istituti convenzionati dovrebbero avere interesse a velocizzare le istruttorie ed erogare in fretta. Ma così non accade. Perchè? Tra gli addetti ai lavori si maligna: le banche non hanno interesse a erogare quei soldi perchè inevitabilmente la lana (leggi interessi) tosata alla pecore (leggi imprese siciliane) diminuirebbe. E’ più facile dunque tenersi in pancia questi soldi e continuare a praticare tassi tra i più alti d’ Italia al sistema imprese siciliano.

Se questo tempo supplementare per l’utilizzo Fondi Strutturali (la Comunità Europea ha autorizzato la Sicilia a spendere i fondi del programma 2007 – 2013 entro dicembre 2005), sarà usato bene affluirà nella disastrata vita economica di una regione esangue una salutare trasfusione di liquidità vitale. Viceversa la separatezza tra i garantiti (pubblico impiego) i quasi garantiti (il precariato parastabilizzato) e i disoccupati, i precariamente occupati presso un sistema in crisi che produce chiusure di imprese a migliaia, aumenterà a dismisura. Ma fino a quando si potrà giocare con la pazienza di gente prossima alla disperazione?

 

 


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

Negli ultimi anni il settore agricolo ha vissuto una trasformazione profonda. Non solo nei campi, ma nel modo stesso in cui le aziende agricole devono ragionare, seguite da una consulenza altrettanto agile. Chi lavora ogni giorno accanto a queste realtà lo vede chiaramente: produrre bene, oggi, non basta più. Bisogna confrontarsi con energia, sostenibilità economica, […]