Fondi Ue sottratti al Sud L’ultima vergogna di Renzi

Incredibile, ma vero. Il Governo nazionale ha deciso di sottrarre quattro miliardi di euro di fondi Ue al Sud Italia. Ovvero, destinare parte dei co-finanziamenti del Piano di azione e coesione al bonus da 8mila euro per le nuove assunzioni.

Nuova occupazione in Italia? Paga il Mezzogiorno. Che come ha ricordato la Svimez (l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) pochi giorni fa, nel suo rapporto sull’economia meridionale, è ormai praticamente dentro al baratro della povertà e della disoccupazione galoppante. 

Eppure, quello stesso Graziano Delrio, che nel commentare il report suggeriva di applicare al Sud Italia la stessa ricetta che la Germania aveva usato per la sua unificazione (ovvero massicci investimenti nella parte Est del Paese) difende questa scellerata scelta. 

«Alle regioni meridionali sono stati tolti quattro miliardi di fondi europei che dovevano servire per gli investimenti e le imprese – sottolinea il parlamentare democratico – Se si assume un operaio a Milano, lo si fa con i soldi della Calabria e della Campania»

La difende dall’attacco di Francesco Boccia, parlamentare del Pd, che, praticamente in solitudine, sta conducendo la battaglia per evitare che i fondi Ue destinati al Sud finiscano altrove. Boccia, che è pugliese, è anche presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati: 

 «Alle regioni meridionali sono stati tolti quattro miliardi di fondi europei che dovevano servire per gli investimenti e le imprese – sottolinea il parlamentare democratico – Se si assume un operaio a Milano, lo si fa con i soldi della Calabria e della Campania»

«Un governo non nasconde la verità – attacca Boccia – la affronta. Sul Sud servono politiche chiare e decise a favore delle imprese e sul lavoro. Un impegno straordinario sugli investimenti pubblici ormai ridotti al lumicino, liquidità alle imprese che pagano il denaro molto più che nel resto del Paese e sostegno specifico all’occupazione giovanile e femminile, necessitano di un capitolo aggiuntivo che non c’è. 

Anziché sentirmi proporre idee su questi temi – dice Boccia – leggo che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio insiste sulla tesi (smentita dal Bilancio dello Stato), secondo cui non sarebbero stati sottratti fondi al Mezzogiorno».

Ma Delrio, non contento di aver ridotto dal 50 al 25% la quota di co-finanziamento statale per le Regioni, risponde picche. Confermando che, anche per questo Governo nazionale, l’emergenza Sud non è nell’agenda:

«Togliamo i fondi al Sud che non li spend nei tempi giusti e con la mentalità giusta. Ci sono delle regole: basta deroghe”. 

A non essere d’accordo con la linea del governo è  anche Giovanni Mauro (Gal). Che al plenipotenziario di Matteo Renzi risponde con la logica: «E’ giusto – dice – reinvestire i fondi Pac non spesi, ma che siano reinvestiti al Sud e non per finanziare piani nazionali: con quei soldi si finanzino le assunzioni al Sud». 

Sarebbe logico, qualora al Governo Renzi interessassero le sorti del Mezzogiorno.


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