Ecco cosa si farà a Catania con i 183 milioni di euro del Pnrr. «La città ha perso una grande occasione»

Sono quaranta gli interventi già approvati da realizzare nella città di Catania con gli oltre 183 milioni di euro del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr). Risorse che sono state distribuire tra mobilità, sport, digitale, beni confiscati, politiche sociali e piani urbani integrati. «Mancano investimenti utili all’intera città», ha lamentato il consigliere comunale Giuseppe Gelsomino durante la seduta del civico consesso che lui stesso ha richiesto venisse fatta sul Pnrr. Dagli scranni di Palazzo degli elefanti, molti consiglieri hanno lamentato soprattutto il fatto di non essere stati coinvolti nella fase decisionale della gestione dei fondi. «Mi sarei aspettato – ha sottolineato il consigliere Salvo Di Salvo – che l’amministrazione chiedesse il nostro parare su questi interventi strategici nell’interesse della città. Si sarebbe potuto fare molto di più. Invece, adesso non possiamo che prendere atto di ciò che è stato fatto e constatare che manca – ha aggiunto – una visione complessiva della città. Così si è persa un’occasione». A presentare in Consiglio, anche davanti al commissario straordinario Piero Mattei, tutti i progetti – i 40 approvati, i nove in attesa di approvazione e gli altri nove non finanziati – è stato l’ingegnere Fabio Finocchiario che è il responsabile dell’ente per il Pnrr.

Dei 183.386.124 euro, la fetta più grossa – di oltre 83 milioni – è andata alla Mobilità. Circa 78 milioni di euro serviranno all’acquisto di 110 autobus a emissione zero (a idrogeno ed elettrici), mentre altri 5 milioni saranno investiti sulla rete ciclabile urbana che in città è ancora frammentata. Altro settore che ha ricevuto in investimento importante è quello dei Piani urbani integrati con 76 milioni di euro da distribuire per 13 progetti: un parco urbano tra piazza della Repubblica, via Maddem e piazza Grenoble; l’estensione dell’asse alberato e della pista ciclabile di via Di Prima; spazi verdi tra via Pistone e via delle Finanze; un Urban center e nuove sedi di uffici comunali; la viabilità pedonale e ciclabile a San Berillo; la riqualificazione delle aree delle uscite della metropolitana sotto i portici in corso Sicilia, di piazza Teatro Massimo e dintorni; la realizzazione del parcheggio multipiano di piazza Lupo; l’ampliamento del campo di rugby a Librino; la ristrutturazione del plesso della scuola Brancati in viale San Teodoro a Librino; la realizzazione del parco urbano fluviale dell’Acquicella; la valorizzazione degli spazi tra la stazione ferroviaria di Ognina e il mare. Sotto la dicitura Opere varie ci sono quattro progetti già approvati dal valore di 20,842.152,04 euro. In questo caso, si tratta della realizzazione di 64 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in viale Moncada a Librino; del restauro e della valorizzazione della Villa Bellini; e della costruzione di due asilo nido, uno in via Rosselli e l’altro in via Montenero.

Nove sono i progetti di Politiche sociali da mettere in pratica con 7.156.500 euro. Dal rafforzamento dei servizi sociali e la prevenzione del fenomeno del burn out tra gli operatori sociali al sostegno alle persone vulnerabili aumentando i servizi sociali domiciliari; da percorsi di autonomia per disabili con autismo o altre disabilità psichiche e fisiche all’housing temporaneo e stazione di posta (cioè un domicilio postale) per i senzatetto; fino a progetti di sostegno alla capacità genitoriale. Sei milioni e mezzo sono stati destinato allo Sport e, nel dettaglio, alla manutenzione di palestre e piscine e alla realizzazione di un’area polisportiva outdoor per tre pareri di arrampicata sportiva, circuito mountain bike e skate park. Fette più piccole di investimento dei fondi del Pnrr (di poco più di due milioni di euro ciascuna) sono andati al Digitale e ai Beni confiscati. Nel primo caso, gli interventi finanziati riguardano la cittadinanza digitale – cioè l’introduzione del Comune nell’app Io per pagare tributi e multe -, la digitalizzazione degli avvisi pubblici e il potenziamento dei livelli di protezione. Quasi lo stesso budget per sei progetti sui beni confiscati alla criminalità organizzata da restituire alla collettività: un supermercato sociale in via Anapo; l’ufficio dei beni confiscati del Comune; un’area verde con spazio giochi su un terreno in contrada telegrafo vecchio (nel quartiere San Giorgio); un centro educativo per minori con colonia marina sociale a Vaccarizzo; uno spazio aggregativo di prossimità a Librino e un info-point con uno spazio culturale polifunzionale in via Castello Ursino.

«Io avrei preferito utilizzare i fondi in maniera diversa», ha commentato il consigliere Gelsomino dopo avere lamentato l’assenza durante la seduta dell’ingegnere Biagio Bisignani della direzione Urbanistica «nonostante il Consiglio su questo tema sia stato chiesto all’inizio di dicembre». Un’assenza ingiustificata per cui anche il presidente Sebastiano Anastasi fa sapere di non avere avuto nessuna comunicazione: «Trenta secondi prima di iniziare i lavori, non vedendo arrivare, l’ho chiamato e mi ha detto che si trova fuori città. A saperlo prima, avremmo potuto fare anche un collegamento online». Assenze a parte, gli interventi dei consiglieri sono stati piuttosto critici sulle scelte di gestione dei fondi del Pnrr da parte dell’amministrazione. C’è chi, come Gelsomino, crede che troppe risorse siano andate allo Sport a scapito di altro. «Ho il rammarico che nemmeno cento euro siano andati al cimitero che, invece, avrebbe bisogno di un grande investimento per allargarlo e renderlo più sicuro». E chi crede che i fondi non siano stati destinati a «progetti più prioritari che davvero avrebbero potuto cambiare il volto della città», ha sostenuto Di Salvo nel corso del proprio intervento. «Ci sono investimenti che non capisco – ha aggiunto il consigliere Graziano Bonaccorsi – Diversi progetti mi sembrano riduttivi e qualcuno comincia pure a pensare male. Ma, intanto, speriamo che non diventi l’ennesimo libro dei sogni».


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