Finti matrimoni per ottenere permesso di soggiorno Undici persone denunciate tra Trapani e Agrigento

Finti matrimoni fra tunisini e ragazze residenti in Italia sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Mazara del Vallo che, nell’ambito dell’operazione “Paraninfo”, ha denunciato undici persone per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Sono residenti tra Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Castelvetrano e Ribera (Agrigento). Fra loro ci sono 5 donne, di cui quattro italiane e una tunisina, e 6 uomini, tutti tunisini e 4 dei quali già arrestati nell’ambito dell’operazione “Sunrise”. 

I militari delle Fiamme gialle, coordinati dalla Procura di Marsala, hanno accertato che i migranti tunisini hanno contratto il matrimonio per potere avere il permesso di soggiorno in parte hanno pagato circa 5.000 euro e in parte hanno assicurato la propria disponibilità a tenere e rivendere sigarette importate di contrabbando dal loro Paese d’origine. 

Alcuni di loro sono stati gli ‘scafisti’ di gommoni veloci utilizzati per il trasferimento di migranti dalle coste tunisine a quelle mazaresi. Le italiane che hanno contratto i finti matrimoni alla presenza di testimoni nei Municipi di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Ribera hanno ricevuto mille euro. Le donne venivano reclutate da una coppia di Campobello di Mazara, formata da un residente di origini tunisine e dalla moglie siciliana.

(Fonte: Ansa)


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

In un contesto economico in cui l’accesso al credito resta uno dei principali ostacoli alla crescita delle imprese, la Nuova Sabatini si conferma anche per il 2026 come una delle misure pubbliche più utilizzate per sostenere gli investimenti produttivi. Si tratta di uno strumento che, negli anni, dimostra una continuità rara nel panorama degli incentivi […]