Festa della Donna, Carini celebra le Suffragette «Un film per ricordare ai giovani la loro storia»

Celebrare la Festa della Donna con la visione del film Suffragette per ricordare il sacrificio e l’impegno delle donne che si sono battute per estendere il diritto di voto, fino ad allora sola prerogativa maschile. L’iniziativa si deve all’assessorato alla Cultura di Carini che stamane, nella biblioteca comunale del comune nel Palermitano, ha organizzato la conferenza Il ruolo delle donne nella società. L’incontro, moderato da Margherita Ammirata, impiegata comunale, è stato creato appositamente per le classi della seconda superiore del liceo scientifico Ugo Mursia carinese, a cui hanno preso parte circa cinquanta ragazzi che inizialmente hanno assistito alla visione della pellicola che ricostruisce la nascita del movimento di emancipazione femminile. «Abbiamo voluto sottolineare l’importanza che hanno avuto le suffragette dal punto di vista politico – ha detto Ammirata -. Senza la loro azione, oggi noi donne non avremmo avuto la possibilità di votare, e nonostante ciò ancora oggi esercitiamo questo diritto in modo superficiale».

Alla professoressa di storia dell’istituto Vita Russo è stato affidato il compito di ripercorrere il ruolo che la donna ha avuto dalla preistoria, quando «dovevano curare la famiglia, ma erano anche addette alla raccolta di generi alimentari di ogni tipo e alla protezione dell’agricoltura», fino ai giorni nostri, riportando esempi di figure femminili che stanno scrivendo la storia attuale come l’astronauta Samantha Cristoforetti e di chi l’ha già scritta come Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. La ginecologa Grazia Pulizzotto si è distinta per un intervento incentrato sull’aborto: «Fino a qualche decennio fa, l’aborto era vietato dalla legge, e le donne dovevano abortire clandestinamente con l’aiuto di persone non sempre competenti in materia».

La ginecologa giudica positivamente l’introduzione della legge del 1978 che regolò l’aborto in Italia, ma si dichiara obiettrice: «Sono contraria all’aborto perché l’embrione, prima di diventare feto, rappresenta comunque una vita. In alcuni casi gravi e particolari giustifico l’aborto, ma molto spesso è stato fonte di disagio futuro per le donne che, dopo anni, a causa del primo aborto, non riescono più a concepire». Le istituzioni amministrative sono state rappresentate dall’assessore Marika Sciarrino che, essendo un avvocato, ha spiegato il punto di vista legale dello stalking di cui sono spesso vittime le donne, dalla consigliera Vita Tranchina che ha raccontato la sua esperienza politica iniziata a soli 24 anni, qualcosa «del tutto inimmaginabile fino al dopoguerra”, e infine dalla consigliera Caterina Gambino che ha portato alcuni esempi di donne che si sono distinte nell’ambito ecclesiastico come Madre Teresa di Calcutta.


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