La festa per i 25 anni di Cdo in Sicilia: «Affrontare insieme i cambiamenti per una nuova cultura di impresa»

Un momento di celebrazione, ma anche per fare il punto su un percorso iniziato in Sicilia nel 2000. È stata la festa di ieri, al Santa Tecla Palace di Acireale, della Compagnia delle opere regionale, in concomitanza, nella sede di Catania, con il meeting del direttivo nazionale alla presenza del direttore generale Mauro Cattaneo. Venticinque anni di storie, persone e imprese il titolo scelto per la serata dall’associazione che riunisce imprenditori e professionisti. «Un’associazione attiva – commenta il presidente di Cdo Sicilia Salvatore Motta – che, affrontando i cambiamenti che i tempi hanno richiesto e aiutando i propri soci a farlo anche nelle loro singole imprese, continua ad attrarre le realtà emergenti del territorio che comprendono il significato di non essere soli».

Passato, presente e futuro si sono intrecciati anche nel messaggio inviato dal primo presidente, venticinque anni fa, Carlo Saggio: «So bene che a tutti noi piace più il verbo lavorare che il verbo celebrare, anche quando tutto sembra difficile e ostile – ha scritto – Perché siamo in qualche modo coscienti di uno scopo e di una responsabilità. E quindi sempre alla ricerca di compagni di cammino». A seguire, la consegna delle targhe ad alcuni soci – come Sergio Castorina della Clinica Morgagni, in rappresentanza dei soci storici, e Stefano Finocchiaro di Altea, in rappresentanza dei nuovi associati – e ad alcuni dei precedenti presidenti presenti in sala: in particolare Maurizio Andronico, Salvatore Contrafatto e Cristina Scuderi.

«Stasera raccontiamo una storia di amicizia – ha detto la direttrice Claudia Fuccio – il cui frutto più importante, oggi, è la stretta di mano fra due generazioni. Insieme stiamo costruendo una nuova cultura di impresa, con nuovi paradigmi». A fine serata, per celebrare lo stretto legame tra Cdo e terzo settore, un momento di solidarietà: il vicepresidente Roberto Monteforte ha consegnato, a nome di tutti i soci, al direttore del servizio per la pastorale carceraria dell’Arcidiocesi di Catania, Alfio Pennisi, un assegno destinato a contribuire al finanziamento del progetto Spezzare le catene, per il reinserimento lavorativo dei carcerati.


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