Famp, i dipendenti regionali possono attendere

LA GIUNTA REGIONALE NON HA ANCORA SBLOCCATO LE SOMME. NON SI ESCLUDONO ATTI ‘ECLATANTI’. COME LA DENUNCIA DEGLI SPERPERI (QUELLI VERI, CHE I SINDACALISTI CONOSCONO BENE) DEI ‘PALAZZI’ DELLA POLITICA

Ancora un rinvio per la ratifica in Giunta regionale dell’accordo sul Famp destinato al pagamento delle indennità contrattuali di tutto il personale della Regione, ma sembra che le nuvole che avvolgevano il destino di questo documento stiano diradandosi.

Ieri sera la Giunta ha rinviato l’accordo Famp all’Aran per il completamento di alcune procedure di distribuzione delle somme. Il commissario straordinario dell’Aran, Claudio Alongi, ha già convocato i sindacati per lunedì 11 novembre alle ore 1500.

L’assessore Patrizia Valenti avrebbe dichiara, secondo quanto spiegano i sindacati, di riportare l’accordo in Giunta mercoledì 13 per la ratifica definitiva. L’accordo Famp 2013, è stato firmato da Aran e sindacati l’8 ottobre scorso e, per diventare esecutivo e sbloccare le somme, ha bisogno della ratifica formale della Giunta.

Ratifica che, dopo quasi un mese, non è ancora arrivata, e che non arriverà che mercoledì prossimo, dopo i correttivi che saranno discussi lunedì prossimo. Tempi, comunque, più lunghi di quanto si attendevano i sindacati che avevano già espresso il loro malcontento, paventando il rischio di paralizzare l’intera attività amministrativa degli uffici regionali, mettendo, fra l’altro, a rischio i vari dirigenti generali di dovere pagare di tasca propria i servizi ove sono previste indennità e il lavoro straordinario che nel frattempo hanno già autorizzato.

Cobas/Codir e il Sadirs avevano invitato il Presidente della Regione a convocare la Giunta e avviare, con urgenza, il processo di ratifica dell’accordo reinviandolo all’Aran Sicilia per consentire, così, lo sblocco delle somme e la relativa assegnazione delle quote ai vari Dipartimenti regionali, minacciando, in caso contrario, di interrompere tutte le trattative in tutti i rami dell’Amministrazione per l’organizzazione di servizi essenziali “sulla base – scrivevano i leader sindacali – di somme virtuali di cui non si ha alcuna certezza proprio a causa della mancata ratifica da parte della Giunta”.

I sindacati avevano annunciato anche eclatanti azioni di protesta per sbloccare uno “stallo” inaccettabile per il buon andamento dell’Amministrazione e per gli stessi lavoratori regionali e la ripresa di una campagna di informazione e denuncia all’opinione pubblica sui reali sperperi del ‘Palazzo’ e della politica siciliana.


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