Fame di libertà

«I richiedenti asilo politico di Mineo andavano protetti nelle strutture da cui sono arrivati. Perché è lì che hanno iniziato un processo di socializzazione e il loro lavoro giuridico affinché venisse riconosciuto il loro diritto» spiega al microfono Antonio Mazzeo, giornalista e autore del libro “I padrini del ponte”, durante la manifestazione della solidarietà di fronte al Villaggio degli Aranci, organizzata da Rifondazione Comunista e dalla Rete Antirazzista di Catania domenica scorsa.

Tra i manifestanti, tanti i migranti del centro interessati soprattutto ad ascoltare le parole di un tunisino che al microfono ha letto in lingua araba il numero verde per i richiedenti asilo politico. Tutti si sono apprestati a registrarlo sul proprio cellulare. Alcuni lo hanno scritto su un pezzo di carta. E mentre ai ragazzi stranieri veniva offerta, dopo un pranzo solidale, assistenza legale e indumenti smessi da indossare, al centro di Mineo qualche abitante esprimeva le proprie considerazioni circa la loro presenza in paese.

«La situazione si è un po’ calmata. E tutto sommato non è stata mai così pesante. Solo lunedì scorso, quando circa duecento di loro volevano salire su un solo pullman» spiega Giovanni, barista del luogo. E continua: «Non hanno mai disturbato: consumano, pagano. La freddezza che c’è in giro nei confronti di queste persone ci ha colti un po’ di sorpresa». Gli domando cosa accadrà quando questi ragazzi finiranno i soldi, e quindi di spendere in paese. «E’ una bella domanda. E non le posso rispondere. Non so in che condizioni sono e quanto gli dureranno questi soldi. Fino ad adesso non posso dire niente».   

E non sono mancati neanche i commenti dei clienti del bar: «Se ci fosse da mangiare, io glielo darei» sbotta un signore mentre beve la sua birra. «Se il sindaco ha deciso così, che possiamo farci? Certo se fanno male, non è corretto» spiega l’amico dagli occhi azzurri intromettendosi. E poi continua: «Comanda il Governo, cosa possiamo fare? Se si comportano bene, a noi sta bene. Altrimenti li spariamo». Il nonnino sembra stia scherzando. Gli chiedo se è così. E lui risponde sorridendo: «Sempre io scherzo».

[Foto di Rosy Parrulli]


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

In un contesto economico in cui l’accesso al credito resta uno dei principali ostacoli alla crescita delle imprese, la Nuova Sabatini si conferma anche per il 2026 come una delle misure pubbliche più utilizzate per sostenere gli investimenti produttivi. Si tratta di uno strumento che, negli anni, dimostra una continuità rara nel panorama degli incentivi […]