Etna: curiosità e usanze della gente del vulcano

Qual è il modo migliore per rendere indimenticabile l’esperienza sull’Etna? Viverla come un local, con un forte legame con il vulcano più alto d’Europa, che domina ogni giorno la vista della sua gente. Ma anche i pensieri e, spesso, il linguaggio e le abitudini. Pur conservando intatta la meraviglia della prima volta. Con l’aiuto di Claudio Fazio, fondatore di EtnaWay, abbiamo stilato una lista delle 5 cose assolutamente da sapere sull’Etna. Per sentirsi davvero integrati e tornare a casa carichi di aneddoti da raccontare agli amici.

1. L’Etna è femmina

Poche cose offendono un catanese come sentire parlare dell’Etna al maschile. Un errore – imperdonabile, da queste parti che nasce dalla sua natura di vulcano e dalla dicitura Monte Etna. Definizioni che, però, non tengono conto della familiarità della sua gente con quella che, per tutti, è semplicemente a’ muntagna. Unica e sola. Un’abitudine che racconta molto del rapporto dei cittadini con il proprio vulcano: non minaccia, ma madre fertile che tutto osserva. E che, grazie alle particolarità del suo terreno, dona frutti unici.

2. Il vulcano nasce a mare

Imponente, con i suoi attuali oltre 3400 metri di altezza, tra le cose da sapere, in realtà, il vulcano catanese nasce dalle profondità marine. La testimonianza più famosa di questa genesi sono i noti faraglioni del borgo marinaro di Aci Trezza: «Frutto di un’eruzione estrusa dalla crosta terrestre – spiega Fazio – Con la punta di un particolare color marrone, dovuto al raffreddamento sottoterra, spinta verso l’alto solo in un secondo momento». Un’apparizione dal basso, insomma, all’opposto del mito, che vuole i faraglioni scagliati dall’alto, dalla cima del vulcano, per mano del ciclope Polifemo, decisamente arrabbiato per essere stato accecato da Ulisse e intenzionato a impedirne la fuga.

3. Il fumo dell’Etna: un meteo a vista per il vento

C’è chi controlla il cellulare per capire, al mattino, se tirerà arietta e di che tipo. E poi ci sono i catanesi: ai quali basta alzare lo sguardo, appena svegli, e vedere da che lato va il pennacchio di fumo dell’Etna. Almeno se si è abbastanza fortunati da averne la vista nitida. Perché, in attività o meno, il vulcano sbuffa sempre. Indicando a chi osserva da dove viene il vento e fornendo, tradizionalmente, indicazioni sul meteo: se soffia da sud, farà caldo; se da nord, freddo; se da sud-ovest, meglio prendere l’ombrello; se da nord-ovest, quasi meglio stare a casa.

4. In montagna si saluta sempre

Al primo approccio alla montagna, se si è particolarmente riservati o, magari, abituati ad aspettare, per uscire di casa, che il pianerottolo sia sgombro dai vicini, c’è un’usanza che potrebbe risultare strana: vedersi salutati dagli sconosciuti. Con una serie di «Ciao!» o «Buongiorno!» raccolti sui sentieri, in qualunque lingua, ma immancabili. Perché, tra le cose da sapere sull’Etna e non solo, c’è che in montagna ci si saluta sempre e ci si dà del tu. Un’abitudine consolidata, dovuta alla minore presenza umana, alla condivisione di un’esperienza e alla consapevolezza di essere in un ambiente in cui si potrebbe aver bisogno d’aiuto.

5. I rimedi degli antichi (e cose da sapere per salire in quota)

Anidride solforosa, ammoniaca e gas generati durante l’attività del vulcano. Annusato da vicino, il pennacchio che viene su dai crateri sommitali è decisamente meno romantico, con il suo fortissimo odore. Che, se si è alla ricerca di emozioni forti, spesso non si vede l’ora di odorare. Ma, appena si viene investiti direttamente, i fumi provocano subito lacrimazione degli occhi, tosse, irritazioni alle vie respiratorie e difficoltà a inspirare. Ecco perché, tra le cose da sapere sull’Etna, in caso di escursioni in area sommitale, c’è la necessità di portare qualcosa per coprire naso e bocca. Eppure, per gli antichi non era così. Anzi, l’esposizione ai gas vulcanici veniva considerata particolarmente indicata per gli uomini in procinto di affrontare la prima notte di nozze: erano convinti ne avrebbe giovato la virilità.


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