Etica di un amore impuro: una mappatura di labirinti e geografie esistenziali

di Giovanna Miccichè Lionti

Pubblicato da alcune settimane,” Etica di un amore impuro” è il terzo volume della nuova casa editrice di Palermo “Leima”.  In effetti si tratta di una ristampa, l’autore Alessandro Savona, avendolo pubblicato  precedentemente.

In questo romanzo, Savona riflette sui grandi-piccoli misteri della vita, s’interroga a più voci sull’Amore come destino biologico, culturale, politico e anche come segno, incisione di noi abitanti di micro-macro cosmi di questo pianeta Terra. Monta e rimonta la storia come un set cinematografico, sequenze serrate, campi lunghi, primi piani, dissolvenze, flashback, e poi College de France, Tour Eiffel, cafè di Saint Germain, Université, Ponti.

Alessandro Savona

Ispirandosi a ”Frammenti di un discorso amoroso” di Barthes, propone un piccolo mondo narrativo con materiale e annotazioni diaristiche, filosofiche, ironiche e graffianti. Esplode sorprendente nel creare un laboratorio e un’officina ricchi di curiosità, di fantasia, di mistero, che  sprigionano articolate suggestioni, attirando la curiosità di giovani e adulti lettori. Dispiega il processo creativo: diario intimo di una generazione nuova, disinvolta, inquieta con sguardo sospeso sulla realtà da fotografia per anime irrisolte.

Alessandro Savona comunica con il lettore, non solo attraverso la semplice trama, ma anche con precise scelte stilistiche, capaci di delineare un susseguirsi di significanti e casuali coincidenze. Come in un album fotografico, i ricordi affiorano in modo caotico complesso con salti temporali su uno sfondo geografico, dove si fondono e confondono le città di Parigi e di Palermo con le loro atmosfere antiche e moderne, ma unicamente magiche, surreali sempre.

Infine, va risaltata un’immagine evocativa per scrittore e lettori. Guardiamo ai ponti non con l’incisione sacra di Guy de Maupassant: “Gli uomini sono ponti, fatti solo per essere attraversati”, ma danziamo con la Compagnia dei Momix, diventiamo corpi-ponti, sprigioniamo energia, tenendoci per mano nella grande tensostruttura architettonica dell’esistere e resistere.


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