Eruzione Etna, tornano colate e pioggia di cenere L’accesso alla vetta bloccato a quota 2700 metri

Due colate di lava e almeno due bocche in piena attività. Ma è ricomparsa anche la cenere: da stamane una coltre di sabbia vulcanica si sta depositando su Piano Provenzana, la stazione turistica a 1800 metri di quota in territorio di Linguaglossa, sospinta dai venti che soffiano verso nord-est. Il vulcano Etna sembra così voler accontentare appassionati e visitatori con una delle sue «eruzioni turistiche». Quando cioè l’attività eruttiva si incrementa proprio in estate ed è spettacolare, le esplosioni sono visibili anche a grande distanza, ma il tutto resta confinato sulla vetta della montagna, a oltre 3000 metri. 

Il cratere dove si stanno registrando i maggiori fenomeni è quello di sud-est: da due bocche sui due lati del cono arrivano le esplosioni e un denso pennacchio di cenere e gas, mentre due colate di lava, al momento poco alimentate, si dirigono verso sud e verso nord. Ieri sera il tremore vulcanico ha avuto una netta impennata, per poi stabilizzarsi su valori importanti. Già da settimane, dall’Etna, erano arrivati segnali di graduale risveglio. Esplosioni stromboliane e lancio di materiale roccioso si erano avuti da giorni dagli altri crateri sommitali del vulcano, la Bocca nuova e il cratere di nord-est.

La situazione viene monitorata da Protezione civile, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania e Comuni dell’area sommitale. Finora a stamane l’accesso ai crateri non erano stato bloccato, tant’è che era stato possibile, per le guide vulcanologiche, compiere escursioni fino all’orlo delle bocche sulla vetta dell’Etna. I video di esplosioni e boati filmati dal bordo dei crateri hanno fatto il giro del web. L’accompagnamento dei turisti, complici anche le pessime condizioni meteo, oggi è stato però sospeso in attesa delle decisioni delle autorità arrivate poi in tarda mattinata 

Sul posto hanno compiuto delle osservazioni i ricercatori dell’Ingv e sulla base del loro bollettino la Protezione civile regionale ha alzato i livelli di allerta. Dall’estate del 2017 si era fermi sul livello verde, cioè quello corrispondente al vulcano in stato di equilibrio. Adesso è stato invece decretato il passaggio alla fase operativa attenzione. Il sindaco di Nicolosi Angelo Pulvirenti ha così emesso un’ordinanza abbassando la quota massima per le libere escursioni a 2600 metri di quota. Da quota 2600 a quota 2750 è invece possibile compiere escursioni solo in presenza delle guide vulcanologiche. L’accesso al vulcano, sul versante sud, è totalmente interdetto da 2750 metri fino ai crateri sommitali dell’Etna. Analoga misura, sul versante nord, è stata introdotta dal sindaco di Linguaglossa Salvatore Puglisi: escursioni libere fino all’Osservatorio vulcanologico di quota 2850 metri; da lì in poi obbligo di accompagnamento da parte delle guide vulcanologiche per gruppi fino a venti persone. Il gestore delle escursioni in jeep Etna mobility è tenuto a sospendere le attività in caso di ricaduta di cenere vulcanica.


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