Emozioni, provini per il talent show siciliano Quando i baby cantanti sono fan di Villa

«Canto Spaccacuore di Laura Pausini». Niente, non c’è verso. Spaccacuore è una canzone di Laura Pausini, con buona pace di Samuele Bersani, che l’ha scritta nel 1995, undici anni prima che la Pausini la rifacesse. Così come Me and mrs. Jones è un brano del 1972 di Billy Paul e non una hit di Amy Winehouse del 2006, o di Michael Bublé l’anno successivo. Se si mettono da parte questi dettagli, gli aspiranti cantanti che si sono esibiti ieri mattina, a Viagrande (Catania), sul palco dei provini del nuovo talent show siculo Emozioni non erano male. Giovani, certo. Acerbi, pure. Ma non male. Non la maggior parte, almeno.

Ad aprile Video Mediterraneo e MediterraneoSat – reti televisive etnee – ospiteranno 12 puntate, durante le quali 80 artisti da tutta la Sicilia tenteranno di far vedere quello che sanno fare con la voce. Per vincere passaggi radiofonici, produzioni e partecipazioni a casting nazionali. «L’idea è quella di mettere al centro la musica», spiega Paolo Li Rosi, ideatore del programma e insegnante di canto. «Andare ai provini che si svolgono da Roma in su, per un ragazzo siciliano, è un problema: magari è costretto a saltare la scuola o a fare un viaggio costoso – dice – Quindi tentiamo di dar loro un’opportunità vicino casa». Assieme ai produttori di Marco Mengoni, il cantante venuto fuori dalla terza edizione di un altro talent – probabilmente il più famoso e riuscito di sempre – X Factor. Massimo e Piero Calabrese, Fulvio Tomaino e Li Rosi saranno la giuria che voterà il vincitore. E sono stati i giudici che il 19 febbraio e il 3 e 4 marzo hanno valutato i provini degli esordienti.

Ce n’era per tutti. Età minima per la partecipazione sette anni, ed età massima – orientativa, visto che la si è sforata spesso – 38. «Abbiamo fatto 220 casting, sono venuti pure dalla Calabria». Domenica mattina, però, venivano per lo più dalle province di Catania e Messina. E i casi umani che – com’è noto – sfruttano queste occasioni per dare il meglio di sé, stavolta, hanno latitato. Non tutti diventeranno la nuova Alessandra Amoroso – ché se si parla di popolarità acquisita grazie alla televisione lei è il risultato migliore – ma non c’era nemmeno da scappare via con le orecchie sanguinanti. Anche se Antonella, 42 anni, da Carlentini, avrebbe fatto meglio a evitare di cantare Mina senza averne l’intonazione. Oppure Giovanna, 11 anni, da Scaletta Zanclea, avrebbe dovuto scegliere un brano meno impegnativo di Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia. Perché non è esattamente una canzone da bambina, un pezzo che si canta come una sigla dei cartoni animati di Cristina D’Avena. «Il problema è la credibilità che si deve avere quando si canta», le hanno detto. La stessa credibilità che non aveva Giovanni, 10 anni, da Fiumedinisi, confrontandosi con il Claudio Villa di Un amore così grande. Quando l’hanno chiamato per annunciargli che era il suo turno, sua madre gli ha sistemato la camicia dentro i pantaloni. Dopo il primo ritornello, lui – come il più consumato dei cantanti sotto i riflettori – s’è asciugato il sudore dalla fronte. E la platea applaudiva in continuazione. Come per Roberta, 14 anni, che su Listen di Beyoncé non ha preso neanche una stecca. E a guardarla – timida, con l’apparecchio ai denti, gli occhiali grandi e l’andatura goffa – non le si sarebbe dato molto credito. «Bisogna lavorare sul look», hanno commentato i giurati. Anche se, a 14 anni, non è che il primo pensiero sia il look.

Il più piccolo di tutti era Emanuele, «nome d’arte Manuel», precisa. «Canto da tanti anni, ne ho nove e studio musica da quando ero un bambino di quattro», afferma, sicurissimo. Camicia bianca, pantaloni neri, e una certezza: «Mi piace Andrea Bocelli». Ma si esibiva, anche lui, con Claudio Villa. «Me l’ha fatto conoscere mia mamma», dice, mentre sua nonna un po’ si commuove. «Dovresti ascoltare musica diversa», gli fanno notare. Lui, però, non ci sta. «Io ascolto tutta la musica, ma se mi piace quella vecchia mica è colpa mia». Poi, improvvisa Always dei Bon Jovi, ma premette: «Io la pronuncia non la so». Si sentiva. Così come si sentiva che Maria, 32 anni, era emozionata. Marito e figlio in platea, lei attacca: «Canto Come foglie di Malika – inizia – Ma Malika mi scuserà se non ho la sua stessa voce». Malika sua sorella, mica la Ayane.

Che poi, VideoMediterraneo non è Mediaset, la Rai o Sky, però per tutti sembrava fosse una grande occasione. E anche se Roberta, 13 anni, da Acireale, imitava Nina Zilli che imita Amy Winehouse senza riuscirci era facile perdonarglielo. Anche se a quelle età là forse non è ancora il momento per tentare la strada del successo.


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Quando c'è di mezzo la possibilità di apparire in televisione, si sa, i casi umani danno il meglio di sé. Stavolta – per una produzione di Video Mediterraneo e MediterraneoSat – all'ultima giornata di casting per il programma che andrà in onda ad aprile non c'era niente del genere. Solo aspiranti cantanti, alcuni pure bravi, molto emozionati. Tanti i bambini, che  cantavano brani usciti troppi anni prima che loro nascessero

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