Elezioni europee: in tutta Europa avanzano gli euroscettici

PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE SE LA VEDRANNO, COME SEMPRE, I POPOLARI E I SOCIALISTI

Mentre in Italia il PD di Renzi vince, nel resto d’Europa avanzano gli euroscettici. In Francia trionfa la destra di le Pen, che si attesta al 25 per cento (contro il 15 per cento dei socialisti). In Germania la Cancelliera Angela Merkel tiene, ma gli anti-euro guadagnano voti. Nel Regno Unito l’Ukip anti-euro vola al 31 per cento. In Austria vittoria degli euroscettici. In Grecia stravince Tsipras, ma ottiene un buon risultato anche Alba dorata. In Spagna Pp e Psoe si confermano i due primi partiti, anche se perdono voti (gli Indignati di Podemos, nati appena qualche mese fa sono all’8 per cento).

Le elezioni europee di quest’anno non hanno fatto segnare la vittoria dell’astensionismo. Gli europei, tutto sommato, sono andati a votare. Secondo una prima stima, la percentuale di elettori che si è recata alle urne nei 28 paesi dell’Ue è stata del 43,1%, praticamente uguale quella registrata cinque anni fa (43%).

Nel nuovo Parlamento europeo i popolari del Ppe si aggiudicano 212 seggi. I socialisti di S&D conquistano 185 seggi. Alde è a quota 71. I Verdi/Ale 55. La Sinistra unitaria 45. I conservatori di Ecr 40 (gruppo che comprende principalmente i Tories britannici ed i polacchi). Non iscritti 40 seggi. Efd 36. Poi altre formazioni con 67 seggi.

Nella corsa alla presidenza della Commissione europea Tsipras non ha sfondato. Passerà, ancora una volta, da un accordo tra Popolari e Socialisti. L’incognita è rappresentata dagli euroscettici, che oggi sono tanti.

Tra gli euroscettici ci sono anche i leghisti, che hanno registrato una buona affermazione. Mentre Beppe Grillo ha annunciato che in Europa non andrà con gli euroscettici – soprattutto con i francesi di Le Pen, perché, ha fatto sapere il leader del Movimento 5 Stelle, “abbiamo un Dna diverso”.

 


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