Elezioni, ballottaggi: l’ora delle trattative Nel Catanese sette Comuni richiamati al voto

E’ l’ora dei conti. Non solo di quelli aspri che si faranno all’interno delle coalizioni sconfitte, ma anche di quelli matematici per delineare la composizione dei nuovi consigli comunali. Nei centri dove la sfida elettorale si è risolta al primo turno, è scattato il complicato calcolo per l’attribuzione dei seggi alle varie liste. Ma in diversi centri, la campagna elettorale continua in vista del ballottaggio. Si tornerà alle urne infatti il 23 e 24 giugno a Messina, Siracusa, Ragusa e in sette Comuni con più di 15mila abitanti della provincia di Catania. Oltre ad altre città importanti come Modica e Comiso nel Ragusano. E saranno presumibilmente due settimane di trattative, anche in virtù di quanto dispone la legge elettorale regionale sul tema delle alleanze.

Per il turno di ballottaggio «al candidato sindaco viene data la facoltà, fermi restando i collegamenti del primo turno, di dichiarare ulteriori collegamenti con altre liste». Le ultime arrivate nella coalizione prenderanno parte alla spartizione dell’eventuale premio di maggioranza, «a condizione che nessuna lista, o gruppo di liste, collegate al sindaco non eletto abbia raggiunto il 50 per cento più uno dei voti validi». Un’eventualità che potrebbe realizzarsi in caso di un forte voto disgiunto tra un candidato sindaco e le liste della coalizione opposta. Infine, per determinare il premio di maggioranza, saranno sommati soltanto i risultati delle liste che al primo turno hanno superato il 5 per cento. Non verranno cioè conteggiati i voti di quelle che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento.

Passando ai singoli casi, sarà interessante seguire il secondo turno a Ragusa, unica grande città siciliana dove il Movimento cinque stelle è riuscito ad andare al ballottaggio. La provincia iblea si conferma la roccaforte dei grillini nell’Isola, anche se nel capoluogo si è passati in un anno dal 28 per cento delle elezioni regionali del 2012 al 9 per cento ottenuto in questa tornata elettorale dalla lista. Tuttavia, sarà il grillino Federico Piccitto (15,64 per cento) a sfidare il candidato del centrosinistra Giovanni Cosentini (29,34 per cento) – già vice dell’ex sindaco Nello Di Pasquale, dimessosi per trasferirsi all’Ars – sostenuto da Pd, Megafono e liste civiche. «Nessuna alleanza con altri partiti», è da sempre uno dei punti cardine dei cinque stelle. Ma fanno gola i tanti voti equamente ripartiti agli altri quattro candidati sconfitti, a cominciare dall’ex presidente della Provincia Franco Antoci (Pdl), terzo classificato e grande sconfitto del primo turno.

A Siracusa il centrodestra – almeno quello ufficiale – perde la poltrona di primo cittadino dopo 13 anni. Il candidato di Pdl e Udc, Edy Bandiera, presidente del consiglio comunale uscente, con alle spalle sponsor del calibro dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo, è solo terzo. Al secondo turno vanno il giovane Giancarlo Garozzo (31 per cento), 36 anni, dell’ala renziana del Pd e Ezechia Paolo Reale (26 per cento), espressione dei dissidenti del centrodestra. Si ricomporrà la spaccatura in queste due settimane?

All’ultimo respiro, ma anche Messina va al ballottaggio. Il giovane candidato del centrosinistra – sostenuto da Pd, Megafono, Udc e liste civiche – Felice Calabrò si ferma al 49,94 per cento delle preferenze. Il Comune certifica il dato alle 14 di oggi, a quasi 24 ore di distanza dalla chiusura dei seggi. Ma la grande sorpresa arriva dallo sfidante, Renato Accorinti, attivista No Ponte, ambientalista molto conosciuto in Sicilia, che ottiene il 23,88 per cento. Insegnante, storico pacifista, attivo sin dagli anni della lotta dei movimenti contro i missili di Comiso. Sconfitto il centrodestra che ha guidato negli ultimi anni la città e che resterà a guardare al secondo turno. Il deputato Vincenzo Garofalo, sostenuto da Pdl, Fratelli d’Italia e liste civiche, si è fermato al 18 per cento.

In provincia di Catania vanno al ballottaggio i Comuni di Aci Sant’Antonio, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Giarre, Mascalucia e Scordia. Come a Catania, è rilevante che il centrosinistra arriva al ballottaggio dove è alleato con il partito del presidente Crocetta, il Megafono, o con Articolo 4, nato recentemente su iniziativa di alcuni fuoriusciti dell’Udc come Lino Leanza. Succede a Scordia (Franco Tambone è sostenuto da Pd e Megafono), Biancavilla (Giuseppe Glorioso con Pd, Articolo 4 e liste civiche) e Aci Sant’Antonio (Santo Caruso con Pd e il Megafono). Un centrosinistra con un baricentro spostato più a destra e verso gli ex autonomisti. Lo ha sottolineato ieri sera lo stesso Crocetta, in visita al quartier generale di Bianco. «In Sicilia la sinistra non è mai stata da sola veramente maggioritaria, ha bisogno di forze di centro», ha affermato il governatore.

Il centrodestra porta invece i suoi candidati al ballottaggio a Biancavilla con Antonio Bonanno (sostenuto da Fratelli d’Italia ma non dal Pdl), Adrano con il sindaco uscente Pippo Ferrante, Belpasso con Santo Pulvirenti, già presidente del consiglio provinciale, e Giarre, con l’ex vicesindaco di Catania, Roberto Bonaccorsi. Proprio nel centro ionico le previsioni della vigilia sono state confermate: Bonaccorsi (Pdl e liste civiche), che ha ottenuto il 30,36 per cento dei voti, se la vedrà al ballottaggio con l’ex ministro della Difesa Salvo Andò, secondo con il 27,63 per cento. Fuori dal secondo turno e solo quarto il centrosinistra guidato dall’ex consigliere provinciale Salvo Patanè (con il 15,95 per cento). Ottimo risultato per Angelo D’Anna, rappresentante della società civile sostenuto dalla lista Città Viva, che è giunto terzo con il 21,05 per cento delle preferenze, più del doppio della sua lista ferma all’8,98 per cento. Potrebbe essere lui l’ago della bilancia tra due settimane.

[Foto di Renato Accorinti]


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Saranno due settimane di serrate contrattazioni in vista del secondo turno che si terrà il 23 e il 24 giugno. Da Messina, dove all'ultimo soffio Renato Accorinti, storico pacifista e attivista NoPonte, è riuscito a strappare il ballottaggio, a Siracusa a Ragusa, unico capoluogo dove il Movimento cinque stelle può ancora sperare. In provincia di Catania sono sette i comuni che torneranno alle urne. Si riparte da zero in cerca di nuove alleanze

Saranno due settimane di serrate contrattazioni in vista del secondo turno che si terrà il 23 e il 24 giugno. Da Messina, dove all'ultimo soffio Renato Accorinti, storico pacifista e attivista NoPonte, è riuscito a strappare il ballottaggio, a Siracusa a Ragusa, unico capoluogo dove il Movimento cinque stelle può ancora sperare. In provincia di Catania sono sette i comuni che torneranno alle urne. Si riparte da zero in cerca di nuove alleanze

Saranno due settimane di serrate contrattazioni in vista del secondo turno che si terrà il 23 e il 24 giugno. Da Messina, dove all'ultimo soffio Renato Accorinti, storico pacifista e attivista NoPonte, è riuscito a strappare il ballottaggio, a Siracusa a Ragusa, unico capoluogo dove il Movimento cinque stelle può ancora sperare. In provincia di Catania sono sette i comuni che torneranno alle urne. Si riparte da zero in cerca di nuove alleanze

Saranno due settimane di serrate contrattazioni in vista del secondo turno che si terrà il 23 e il 24 giugno. Da Messina, dove all'ultimo soffio Renato Accorinti, storico pacifista e attivista NoPonte, è riuscito a strappare il ballottaggio, a Siracusa a Ragusa, unico capoluogo dove il Movimento cinque stelle può ancora sperare. In provincia di Catania sono sette i comuni che torneranno alle urne. Si riparte da zero in cerca di nuove alleanze

Dal controllo della velocità alla segnalazione di un imminente pericolo. Sono gli Adas, i sistemi avanzati di assistenza alla guida che aumentano non solo la sicurezza, ma anche il comfort durante i viaggi in auto. Più o meno sofisticati, i principali strumenti Adas sono ormai di serie nelle auto più nuove, come quelle a noleggio. […]

Un aiuto concreto ai lavoratori per affrontare il carovita. Ma anche un modo per rendere più leggero il contributo fiscale delle aziende. Sono le novità introdotte dalla conversione in legge del cosiddetto decreto lavoro, tra cui figura una nuova soglia dell’esenzione fiscale dei fringe benefit per il 2023, portata fino a un massimo di 3mila euro. […]

Una festa di colori ha animato la mattinata della piazza centrale di Grammichele, in provincia di Catania. «Fai super la raccolta differenziata» è la frase sulle magliette – blu, rosse, verdi e gialle – di migliaia di studenti e studentesse delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio del Calatino. Tutti […]

«Era come avere la zip del giubbotto chiusa sopra e aperta sotto: ecco, noi abbiamo voluto chiudere la zip di questo giubbotto». Indispensabile se si parla di Etna, dove fa sempre fresco. È nato così CraterExpress, la nuova proposta che permette di raggiungere la vetta del vulcano a partire dal centro di Catania, con quattro […]

Quannu è a siccu e quannu è a sacco (quando è troppo poco e quando è troppo). La Sicilia non ha moderazione. Si passa agevolemente, piroettando come ginnasti artistici sul cavallo con maniglie (dell’ammore), dalle mostre monstre di Manlio Messina a Cannes allo stand dell’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana al Salone del Libro […]

Dodici mesi, 52 settimane e 365 giorni (attenzione, il 2024 è bisestile e quindi avremo un giorno in più di cui lamentarci). Un tempo legato da un unico filo: l’inadeguatezza. Culturale, innanzitutto, ma anche materiale, davanti ai temi complessi, vecchi e nuovi. Difficoltà resa evidente dagli argomenti che hanno dominato il 2023 siciliano; su tutti, […]

Il seme del cambiamento. Timido, fragile e parecchio sporco di terra, ma è quello che pare stia attecchendo in questi ultimi mesi, dopo i più recenti episodi di violenza sulle donne. In principio, quest’estate, fu lo stupro di gruppo a Palermo. In questi giorni, il femminicidio di Giulia Cecchettin in Veneto. Due storie diverse – […]

Mai come in campagna elettorale si parla di turismo. Tornando da Palermo con gli occhi pieni dei metri di coda – moltiplicata per varie file di serpentina – per visitare la cappella Palatina e qualunque mostra appena un piano sotto, lo stato di musei e beni archeologici di Catania non può che suscitare una domanda: […]

Riforme che potrebbero essere epocali, in termini di ricaduta sulla gestione dei territori e nella vita dei cittadini, ma che sembrano frenate dalla passività della politica. Sembra serena ma pratica- e soprattutto, attendista – la posizione di Ignazio Abbate, parlamentare della Democrazia Cristiana Nuova chiamato a presiedere la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana. Quella […]

Dai rifiuti alla mobilità interna della Sicilia, che avrà una spinta grazie al ponte sullo Stretto. Ne è convinto Giuseppe Carta, deputato regionale in quota autonomisti, presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità all’Assemblea regionale siciliana. Tavolo di lavoro che ha in mano anche due leggi su temi particolarmente delicati: urbanistica e appalti. Con in […]

Dall’agricoltura alle soluzioni per il caro energia; dalle rinnovabili di difficile gestione pubblica allo sviluppo delle imprese bandiera del governo di Renato Schifani. Sono tanti, vari e non semplici i temi affidati alla commissione Attività produttive presieduta da Gaspare Vitrano. Deputato passato dal Pd a Forza Italia, tornato in questa legislatura dopo un lungo processo […]