L'epidemia di ebola in africa occidentale costituisce "un'emergenza internazionale" che pone "rischi sanitari" anche per paesi finora non colpiti: e' quanto annunciato oggi a ginevra dall'organizzazione mondiale della sanita' (oms), in una nota diffusa al termine dell'incontro di un comitato di esperti durato due giorni. Nel comunicato si afferma che l'epidemia in africa occidentale costituisce "un fatto straordinario" e pone rischi sanitari anche per paesi finora non colpiti. "le conseguenze di un'ulteriore diffusione a livello internazionale - sottolinea l'oms - sono particolarmente gravi alla luce della virulenza del virus, delle modalita' aggressive di trasmissione nelle comunita' e nei centri di assistenza nonche' della debolezza dei sistemi sanitari nei paesi oggi colpiti e piu' a rischio".
Ebola, OMS: “Emergenza internazionale”
L’epidemia di Ebola in Africa occidentale costituisce “un’emergenza internazionale” che pone “rischi sanitari” anche per paesi finora non colpiti: e’ quanto annunciato oggi a Ginevra dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), in una nota diffusa al termine dell’incontro di un comitato di esperti durato due giorni. Nel comunicato si afferma che l’epidemia in Africa occidentale costituisce “un fatto straordinario” e pone rischi sanitari anche per paesi finora non colpiti. “Le conseguenze di un’ulteriore diffusione a livello internazionale – sottolinea l’Oms – sono particolarmente gravi alla luce della virulenza del virus, delle modalita’ aggressive di trasmissione nelle comunita’ e nei centri di assistenza nonche’ della debolezza dei sistemi sanitari nei paesi oggi colpiti e piu’ a rischio”.
Secondo l’Oms, ora e’ essenziale “una risposta internazionale coordinata”. La decisione e’ stata presa all’unanimita’ dal Comitato d’emergenza convocato dal direttore generale, Margaret Chan, e che ha visto la partecipazione, in teleconferenza, dei rappresentanti dei paesi colpiti dall’epidemia: Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria, i quali hanno convenuto sul fatto che sussistano le condizioni per la dichiarazione dello stato di “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale” (Usppi).
I punti-chiave del nuovo piano prevedono strategie per arrestare la trasmissione del virus nei paesi colpiti attraverso misure efficaci di controllo dell’epidemia; strategie di prevenzione della diffusione della malattia nei vicini paesi a rischio, attraverso il rafforzamento delle misure di preparazione e reazione all’emergenza. Secondo le ultime stime ufficiali dell’Oms, sono 932 le vittime del virus finora accertate in tutta l’Africa occidentale, di cui 363 in Guinea (l’epicentro dell’epidemia), 286 in Sierra Leone, 282 in Liberia e una in Nigeria. I casi di contagio registrati in tutta la regione sono stati 1.711.
Intanto l’Ue rassicura: “Come commissario europeo voglio rassicurare i cittadini che il rischio ebola in Europa è estremamente basso. Questo sia perché relativamente poche persone che viaggiano verso l’Ue sono suscettibili di infezione, sia per il modo in cui si diffonde il virus, cioè solo attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei del paziente sintomatico”. Lo dichiara in una nota il commissario Ue per la Salute, il maltese Tonio Borg, aggiungendo:
“È anche importante considerare che l’Ue ha elevati standard di salute e di cura preventiva”. Borg chiarisce che l’Unione europea “ha seguito la situazione in Africa occidentale per molti mesi e, nel caso improbabile di diffusione del virus in Europa, è pronta” ad affrontare l’emergenza. La Commissione, continua la nota, “sta lavorando sulla preparazione e il coordinamento della gestione dei rischi in collaborazione con gli Stati membri, con il sostegno del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità”.