E adesso spogliati/ Francesco Cascio belloccio e ‘garbato’

Suvvia. Bando alle ipocrisie e alle timidezze: Francesco Cascio, presidente dell’Ars, è un tipo belloccio. Non si può negare. Recita un antico adagio siciliano che “amuri, biddrizzi e dinari, su tri cosi ca nun si ponnu ammucciari”.  Cose alla vista, insomma. Ma non sapevamo fosse anche un fan del ‘garbo’, al di sopra di tutto, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Certo lui è elegante, sempre ben vestito e, a seconda dei giorni, pure simpatico. Non immaginavamo però che la mania della ‘garbatezza’potesse influenzare la sua azione politica fino a questo punto.  Oggi è stato davvero un gentlemen nei confronti del presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Sulla mozione di sfiducia contro il governatore ha scelto la via della galanteria: non è necessaria, sarebbe quasi d cattivo gusto.  Meglio non metterla all’ordine del giorno dell’Aula:

“Abbiamo individuato una data certa per il voto in Sicilia che e’ il 28 ottobre, mentre il presidente il prossimo 31 luglio presentera’ in aula le sue dimissioni spiegando anche le ragioni. Mi sembra il modo piu’ corretto e istituzionalmente piu’ garbato per fare uscire di scena un presidente della Regione” ha detto. 

Quanta grazia! Commovente. Davvero esclusivo, davvero degno di un uomo che ha buon gusto, che conosce il bon ton,  che non scade mai nel volgare, triviale e boccaccesco, che beve solo vini pregiati, magari per annaffiare aragoste ed ostriche (tanto paga lui) e che è abituato a vivere ad alta quota.

E che mai avrebbe permesso uno ‘sgarbo’ al presidente della Regione. Questione di stile, di eleganza,  di rispetto di regole non sempre chiare, ma molto in voga tra i politici siciliani. Resta da capire se ha agito nell’interesse dei siciliani (che certamente preferirebbero un presidente dell’Ars, meno belloccio e charmant,  ma più attento ai bisogni di questa regione), o se ha agito pro domo sua. Elegantemente.

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