Democrazia partecipata, ultimo giorno per il voto Legambiente: «Non basta un click su Facebook»

Scadono oggi i termini per esprimere la propria preferenza sui quattro progetti oggetto della consultazione pubblica per incentivare le forme di democrazia partecipata. L’iniziativa, per la quale sono stati stanziati 240mila euro, riguarda l’obbligo dei Comuni, definito dalla legge, «di spendere almeno il due per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata». In lizza ci sono quattro progetti: la piantumazione di duemila nuovi alberi, la riqualificazione di Porta Garibaldi e degli spazi circostanti con l’installazione di nuovo arredo urbano nelle piazze Palestro e Crocifisso Maiorana, la creazione di un percorso artistico-culturale con opere di street-art nelle zone del Porto e Civita, e la rigenerazione del verde al boschetto della Playa

Ogni Comune però è lasciato libero in merito alle modalità di attuazione dell’esercizio del voto. Così come specificato dall’avviso pubblico di Palazzo degli Elefanti, dal 28 novembre chiunque avesse voluto esprimere la propria preferenza avrebbe potuto avvalersi della pagina Facebook dell’ente o, in alternativa, inviare un’email a urp@comune.catania.it, o ancora, sottoscrivere la preferenza nella sede di Palazzo degli Elefanti. Ma se i riferimenti risultano chiari, lo sono meno le forme del voto.

L’avviso pubblico fa solo un generico riferimento ai canali dedicati ma non specifica le modalità necessarie per esprimere la propria preferenza. Ergo: come votare sulla pagina Facebook? Bisogna utilizzare la finestra di Messenger o c’è un altro modo? E ancora, per chi abbia avuto l’intenzione di votare via mail: cosa scrivere nel testo? Indicare i dati anagrafici? Sono questi i dubbi che sorgono spontanei a chi abbia deciso di contribuire alla selezione dei progetti. Contattare l’Urp non è servito a sciogliere il nodo. «Può venire qui o mandare una mail – rispondono dagli uffici di piazza Duomo -, su Facebook non le saprei dire come fare». Scorrendo sulla pagina del Comune ci si rende conto che lo scorso 28 novembre l’ente ha provveduto alla pubblicazione del post che rimanda a un modello di Google doc e che permette di esprimere il proprio voto – così come specificato dal bando – una sola volta. Ma è l’unico link pubblicato dall’amministrazione. Se si optasse per l’invio tramite email, quali dati dovrebbero inserirsi? «Solo il progetto selezionato, accompagnato da nome e cognome», sostengono dall’Urp. 

«Una forma di democrazia partecipata molto abbozzata – sostiene l’ambientalista Viola Sorbello, presidente di Legambiente -, noi siamo per i tavoli partecipati e l’amministrazione ne sta colpevolmente ritardando la formazione». Insomma, per Legambiente si dovrebbe fare di più e coinvolgere tutti i cittadini. «Non basta il voto su una pagina Facebook», aggiunge.

Ma passiamo ai progetti. A scegliere le proposte da sottoporre a referendum è stato – tenendo conto delle esigenze delle associazioni cittadine – lo stesso Palazzo degli elefanti. Tra queste c’è anche Legambiente. «C’è una proposta – sottolinea Sorbello – che in qualche modo consideriamo nostra ed è la piantumazione di duemila alberi». E aggiunge: «Ma abbiamo lasciato libera scelta ai nostri attivisti». Tra le proposte favorite sembra esserci anche la riqualificazione di Porta Garibaldi, avanzata dall’associazione Acquedotte, presieduta dall’architetto Giovanni Romeo.

L’ultima forma di democrazia partecipata risale al 2017, quando a partecipare al sondaggio lanciato all’epoca dall’amministrazione di Enzo Bianco, sono stati quasi diecimila cittadini. Di questi più di quattromila (il 47,5 per cento del totale) aveva optato per la riqualificazione delle spiagge libere comunali. Il progetto, vero e proprio pallino dell’allora assessore ai Lavori pubblici Michele Giorgianni, prevedeva l’abbattimento delle strutture fatiscenti presenti, la rigenerazione del verde naturale e la tematizzazione delle spiagge di viale Kennedy. In sostanza: la numero uno dedicata alle attività sportive acquatiche, la seconda per le persone sensibili ai temi ambientali e culturali, la terza alle famiglie, con spazi adibiti al divertimento dei più piccoli e barbecue. 

Nel 2018 invece, tra un mare di polemiche, non si è tenuta alcuna votazione perché si è preferito prendere in considerazione uno dei progetti candidati al referendum 2017. Si tratta del restauro della fontana de I Malavoglia e della riqualificazione di piazza Giovanni Verga. «Per il quale – precisano fonti comunali – è stata avviata la gara d’appalto».


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